L’opprimente calura di origine sahariana ha finalmente lasciato il nostro paese dopo giornate veramente “roventi”, tra le più calde di questo 2012. Ora il promontorio anticiclonico sub-tropicale, di matrice nord-africana, andrà ad espandersi verso il Mediterraneo occidentale e il sud della Spagna, dove nei prossimi giorni si attende un weekend di fuoco per la risalita di una intensa onda mobile di calore proveniente dai “torridi” deserti del Maghreb. La forte avvezione calda verrà esacerbata dal particolare schema configurativo che si sta realizzando sull’area euro-atlantica. Difatti, l’andamento mediamente ondulato del ramo principale della “Jet Stream”, in uscita dal continente nord-americano, ha agevolato l’affondo di una saccatura sull’Atlantico orientale, poco ad est dell’arcipelago delle Azzorre.
Tale saccatura, che affonderà le proprie radici in pieno Atlantico, tra la giornata di domani e quella di sabato, verrà tagliata in due parti da un temporaneo rinforzo del “getto polare” attorno la Groenlandia. Questa azione consentirà l’isolamento di una circolazione depressionaria autonoma sul bordo più meridionale dell’ondulazione ciclonica che tenderà successivamente ad andare in “CUT-OFF” (vortice ciclonico a carattere chiuso ben strutturato nei medi e alti strati della troposfera) isolandosi dal flusso perturbato principale e collocandosi in pieno oceano, a O-SO dalle Isole Britanniche, ad ovest delle coste atlantiche francesi. L’isolamento di questo “CUT-OFF” in quota sull’Atlantico orientale determinerà, poco più ad est, l’automatica erezione verso nord del promontorio anticiclonico dinamico nord-africano che si insedierà i propri elementi più settentrionali sulla penisola Iberica e nel sud della Francia.
La distensione verso nord dell’opprimente anticiclone sub-tropicale africano favorirà, al contempo, l’afflusso in quota, lungo il margine occidentale della struttura anticiclonica, di masse d’aria molto calde e secche, di tipo sub-tropicale continentale, che dai deserti del Marocco e dell’Algeria occidentale si spingeranno verso il sud della Spagna, dove giungeranno le isoterme di +26° +28° alla quota di 850 hpa, mentre addirittura la +30° potrebbe inglobare nel weekend l’est dell’Andalucia e l’area del murciano che rischia di trasformarsi in una vera e propria fornace. L’arrivo a tutte le quote delle calde masse d’aria sub-tropicali continentali determinerà una netta impennata dei valori termici tra il nord del Marocco e la Spagna centro-meridionale, dove localmente la colonnina di mercurio si potrà alzare al di sopra dei +45° +46°, con picchi localmente superiori sulla piana del murciano.
Qui l’avvento di locali condizioni favoniche, con venti di caduta da O-SO e Ovest dai rilievi interni del Sistema Betico, potrebbe far schizzare i termometri su valori sahariani, arrivando ad insidiare pure l’attuale record assoluto di caldo europeo che finora è detenuto dalla località di Catenanuova, in Sicilia, che nell’Agosto del 1999 ha registrato una incredibile temperatura massima di ben +48.5° all’ombra, la più alta mai registrata da una stazione affidabile sul vecchio continente. Certo per il murciano sarà molto difficile riuscire ad eguagliare o addirittura battere l’eclatante massima di +48.5° dell’Agosto del 1999, ma oggigiorno su quello che può essere definito il punto più caldo di tutta la Spagna (e forse d’Europa) esistono diverse stazioni meteorologiche, molte amatoriali altre regionali, che registrano dei dati che possono essere considerati validi e attendibili.
Ma il super caldo farà veramente sul serio anche su buona parte dell’Andalucia e pure sulla Costa Blanca, da Alicante fino a Calpe, si oltrepasseranno i +40° +42°, con punte fino a +44° +45°. Una calura davvero opprimente che potrebbe riuscire a regalarci pure qualche record di caldo mensile o assoluto in questo spicchio di Spagna sud-orientale. In più le masse d’aria di origine sahariana, già molto calde in origine, tenderanno ad essere ulteriormente surriscaldate anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti in seno al regime anticiclonico che comprimono l‘aria verso i bassi strati surriscaldandola e deumidificandola ulteriormente) che interesseranno la cupola anticiclonica dinamica in quota, enfatizzando ulteriormente gli effetti della calura per l’azione di “compressione” esercitata nei confronti delle masse d’aria sub-tropicali. Oltre al gran caldo l’avvezione calda sub-tropicale che sta per risalire in direzione della penisola Iberica e Mediterraneo occidentale verrà accompagnata da cieli velati o dall’aspetto lattiginoso, che renderanno l’atmosfera un po’ fosca.
La posizione avanzata dell’ITCZ sul fronte africano continuerà ad agevolare nuove ondate di calore verso il Mediterraneo
Nel frattempo il rialzo di latitudine dell’ITCZ, il cosiddetto “fronte di convergenza intertropicale”, sull’Africa occidentale, contribuirà a rinforzare il promontorio anticiclonico sub-tropicale africano in quota diretto verso il sud della Spagna. Ciò sarà da imputare ad una temporanea intensificazione degli umidi venti meridionali legati al flusso del “Monsone di Guinea” che in questo periodo riesce ad estendersi fino ai confini meridionali del Sahara.
Lo sviluppo di una profonda depressione termica, con minimo barico attorno i 1000 hpa nei pressi del suolo, tra l’est del Mali e il Niger più occidentale, piloterà gli umidi venti da SO e O-SO, provenienti dal golfo di Guinea, fino al Niger e al Ciad centrale, alimentando cosi la notevole attività convettiva che in questo periodo si sviluppa sulla fascia sub-sahariana (dal Sudan alla Mauritania), dove l’aria molto umida proveniente dai quadranti meridionali scontrandosi con quella molto più calda e secca preesistente nei territori desertici determina la formazione di intensi “Cluster temporaleschi” e sistemi temporaleschi a “Multicella” che tendono a muoversi in direzione delle coste dell’Africa occidentale e dell’Atlantico tropicale una volta agganciati in quota dall’”African Easterly Jet”.
In questi giorni gli spifferi di aria umida oceanica in quota pilotati dal “Monsone di Guinea” hanno prodotto delle cumulogenesi ad evoluzione diurna anche in pieno deserto del Sahara, specie nelle aree a ridosso di importanti massicci montuosi come il Tibesti e l’Ahaggar, ove lo “stau” alimenta i moti ascensionali delle masse d’aria esacerbando la convenzione. In questi ultimi giorni delle “Cellule temporalesche” di origine termoconvettiva si sono generate sui rilievi dell’Ahaggar, nel sud dell’Algeria, e sul massiccio montuoso del Tibesti, nel nord del Ciad, dando luogo a isolati rovesci di pioggia accompagnati da una attività elettrica in genere moderata o forte. Alcuni di queste “Cellule temporalesche” sconfinando sopra il deserto sabbioso dell’Algeria meridionale e del Niger settentrionale hanno anche prodotto degli “Haboob” (tempeste di sabbia), per via dei “Downbursts” dei temporali che si espandevano davanti il sistema convettivo, che hanno causato delle drastiche riduzioni di visibilità.
