Inendi nel Lazio, Wwf: “preoccupazione per ecosistemi e vita dei cittadini”

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”Possiamo solo ipotizzare i danni che a fine stagione potremmo imputare sia ad inneschi dolosi che ad una grande quantita’ di gesti sciocchi e sconsiderati. Entrambi i comportamenti, pur nella loro oggettiva differenza, stanno di fatto distruggendo un territorio ricco di biodiversita’ a danno degli ecosistemi e della vita dei cittadini”. Lo dichiara, in una nota, Vanessa Ranieri, presidente Wwf Lazio. ”Esprimiamo preoccupazione soprattutto per il sistema delle aree protette della nostra regione, per i siti di importanza comunitaria e per le zone di protezione speciale – aggiunge Ranieri -. Da anni diminuiscono i fondi a disposizione per la tutela e in piu’ si sono aggiunti i commissariamenti di molte aree che non rassicurano sulla adeguatezza di mezzi e attivita’ di prevenzione degli incendi e sulla piena operativita’ in caso di intervento urgente”. ”Nel solo Comune di Roma le stime parlano di una crescita degli incendi del 120% rispetto allo scorso anno, con 500 ettari bruciati, in sensibile aumento le fiamme anche nella provincia di Latina (Sezze, Itri, Terracina, Sonnino, Sabaudia, Aprilia, Latina) come in quella di Frosinon. Nella Tuscia la percentuale di aumento registrata e’ del 380% rispetto al 2011, con oltre 470 roghi di diversa natura dal primo giugno scorso al 10 agosto”. Francesco Mele, direttore della Protezione civile della Regione Lazio, parla di ”700 ore di volo gia’ effettuate dal 1 giugno ad oggi per l’emergenza incendi”. Per questi motivi e’ fondamentale che i Comuni applichino senza indugio quanto disposto dalla legge 21/11/2000 n. 353, il cui contenuto, tra le altre norme, prevede anche quella secondo la quale ”le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni”. ”Invitiamo tutti i cittadini ad aiutare le Forze dell’Ordine nel proprio lavoro – conclude Ranieri -, segnalando prontamente al numero 1515 del Corpo forestale dello Stato l’eventuale sorgere di roghi”.