
Tra le località virtuose seguono in ordine: Tropea che si piazza al secondo posto e Capo Vaticano che occupa la terza posizione.
La sua posizione geografica e il suo fascino naturale la rendono una della mete di soggiorno più ambite della Calabria. Di impareggiabile bellezza è il patrimonio naturale che Scilla offre alla vista del turista. Una maestosa montagna sovrasta la costa e si unisce con una armonia suggestiva alla spiaggia di marina grande. Da vedere e visitare: Il Castello Ruffo di Scilla, ritenuto da molti il più bel castello della Calabria; Chianalea, quartiere situato a nord della cittadina, “uno dei borghi più belli d’Italia, adagiato sul mare, conserva ancora la sua antica struttura, con le vecchie case disposte a gradinata che ancora resistono alle intemperie e alle forti mareggiate.” Le suggestive vie del Borgo, sono percorribili a piedi e separano le caratteristiche abitazioni dei pescatori dal mare; San Giorgio, considerato il centro di Scilla situato a circa 72 mt. sul livello del mare; Marina grande e la Chiesa dell’Immacolata, situata nella piazza matrice di Scilla.
L’espressione dell’artigianato scillese è legato alla pesca e all’agricoltura. Una delle più longeve tradizioni e la caratteristica pesca al pesce spada, importante risorsa economica e turistica del borgo. Da anni infatti gli stessi pescatori offrono al turista il servizio di “pescaturismo”, un’emozionante viaggio alla scoperta dell’antica arte, accompagnata dai gusti semplici del pescato preparato con ricette e sapori della tradizione marinara locale.
La festa di San Rocco, il Santo Patrono della città, è una tradizionale ricorrenza e rappresenta l’evento principale, e anche più atteso, dell’anno per tutti gli abitanti. Quest’evento è un forte richiamo per migliaia di turisti, italiani e stranieri, che ogni anno numerosi assistono sulla spiaggia ai fuochi d’artificio organizzati a conclusione della festa patronale.
“Da una parte era Scilla, dall’altra la divina Cariddi”. Così Omero introduce nell’Odissea i due terribili mostri che intrappolavano nei loro gorghi mortali chiunque si avventurasse nelle acque dello Stretto. Chi fosse riuscito a sfuggire a Cariddi, che tre volte al giorno assorbiva e vomitava paurosamente l’acqua del mare, avrebbe trovato di fronte a sé Scilla, intenta a dilaniare con le sue orrende fauci uomini e navi. Scilla, la ninfa che l’amore del dio marino Glauco aveva condannato a questa triste sorte provocando la gelosia della maga Circe. Ma questa è un’altra storia.
TOP SPIAGGE DI CALABRIA 2012 – STATISTICHE IN PERCENTUALE
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SCILLA 30.5%
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TROPEA 16.7%
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CAPO VATICANO 11,5%
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CAMINIA 7.5%
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REGGIO CALABRIA 7.2%
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DIAMANTE 6.9%
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ISOLA CAPO RIZZUTO 6%
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SOVERATO 5,5%
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PALMI 4,3%
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PRAIA A MARE 4,0%