La tempesta tropicale “Isaac” continua la sua marcia sull’area caraibica, a breve comincerà ad abbordare con il suo bordo più settentrionale le isole Keys e la Florida meridionale, dove è stato già lanciato l’allarme meteo. Purtroppo nei giorni scorsi, fra venerdì e sabato, il passaggio della tropical storm lungo le coste occidentali dell’isola di Hispaniola ha portato piogge torrenziali e venti intensi che hanno prodotto “flash flood” fra il settore occidentale della Repubblica Dominica e Haiti, il paese maggiormente colpito dalle forti precipitazioni che hanno anche cagionato la morte di almeno 6 persone per le esondazioni dei corsi d’acqua e gli smottamenti nelle aree montagnose. Haiti ha pagato nuovamente il prezzo più alto visto che il vortice depressionario tropicale ha attraversato le coste sud-occidentali del povero paese caraibico, passando molto vicino alla capitale Port Au Prince, rimasta distrutta dal terribile terremoto del 12 Gennaio 2010. I forti venti che hanno accompagnato “Isaac”, con raffiche di oltre i 100-110 km/h, hanno distrutto anche le tende dove alloggiavano i terremotati.
Le piogge molto forti e i forti temporali che si sono abbattuti nella parte occidentale e meridionale di Haiti hanno provocato improvvise ondate di piena che hanno riversato a valle un ingente quantità di detriti, mentre frane e smottamenti hanno reso inagibili decine di abitazioni. Lungo le coste meridionali di Haiti e della Repubblica Dominicana i forti venti meridionali, in genere da SE, che scorrevano lungo il bordo orientale di “Isaac”, hanno determinato delle mareggiate, con onde alte più di 3-4 metri. Il moto ondoso ha intorbidito per miglia e miglia le splendide acque trasparenti di questo angolo di Caraibi. Ora la tempesta prosegue la sua corsa verso nord-ovest, con modesti cambiamenti di intensità, puntando la costa orientale di Cuba, salendo ulteriormente verso nord, diretta su Key West entro la tarda serata/notte. Già in queste ore la parte orientale di Cuba, in particolare l’area di Guantanamo (dove c’è la base militare USA) e Santiago, è interessata da sostenuti venti dai quadranti meridionali, in genere da SE, con un conseguente incremento del moto ondoso.
I venti medi sostenuti hanno superato i 100 km/h attorno il minimo barico che secondo le ultime rilevazioni è fermo sui 995 hpa, ma potrebbe scendere ulteriormente nelle prossime ore. Infatti, in attesa di una missione della squadra dei “Cacciatori di Uragani” (un reparto speciale dell’aviazione statunitense che ha lo scopo di prelevare dati molto interessante dal cuore di queste tempeste), “Isaac”, una volta allontanatosi da Haiti e Cuba, dove l’orografia interna lo ha un po’ indebolito, dovrebbe nuovamente rinvigorirsi finendo in mare aperto. Già nuovi forti temporali si stanno sviluppando sul lato nord della tempesta, davanti Cuba. In questi minuti un nuovo scoppio di convezione è presente sopra il centro della tempesta, dove si stanno originando nuove bande nuvolose. Il deflusso alle quote superiori è forte a nord e sul lato nord-est della tempesta, rimane piuttosto debole e disorganizzato a sud e sud-ovest. Il “Wind Shear” nell’area rimane su valori medio-bassi e non dovrebbe intaccare molto nel suo sviluppo futuro.
Intanto, a breve, le prime piogge accompagnate da una intensa ventilazione da NE, pronta a ruotare più da Est, stanno per raggiungere le Florida Keys, mentre i nuclei temporaleschi in formazione sul lato nord di “Isaac” dovrebbero cominciare a dirigersi verso le coste meridionali della Florida, portando le prime piogge e i primi rovesci, con l’arrivo di forti raffiche di vento da NE sulle aree paludose delle Everglades. Sull’isola di Sombreo, nelle Keys, la stazione automatica sta registrando un vento medio da N-NE sui 67 km/h, mentre le raffiche già lambiscono gli 80-90 km/h. In tutti i porticcioli turistici delle Keys sono stati rinforzati gli ormeggi di piccole navi, yacht e natanti in previsione delle tempeste di vento portate da “Isaac”. Al contempo il governatore della Florida, Rick Scott, ha dichiarato lo stato di emergenza per l’intero stato. Anche la Convention nazionale del partito repubblicano, prevista a Tampa, è stata rimandata per l’arrivo di “Isaac” che a quanto sta avendo delle ripercussioni nella campagna elettorale statunitense.
Ancora c’è un po’ di incertezza sul “landfall” finale della tempesta, sempre che questa non riesca a raggiungere lo status di uragano di 1^ categoria (possibile), con venti medi sostenuti di oltre i 120 km/h. Al momento il modello matematico statunitense, GFS sta favorendo una traccia per un futuro “landfall” verso il Mississippi e l’Alabama, mentre altri modelli, come ECMWF, prevedono che il sistema tropicale possa toccare terra in Florida, nei pressi di Panhandle. Il National Hurricane Center di Miami è in accordo con le previsioni di questi ultimi modelli. Nelle prossime ore la tropical storm si sposterà verso nord ovest finendo sul settore orientale del golfo del Messico, sopra acque superficiali molto calde e ricche di umidità, ingrediente indispensabile per lo scoppio della convenzione. Nella giornata di domani, continuano a muoversi verso nord-ovest, “Isaac” lambirà col suo bordo orientale le coste occidentali della Florida, apportando forti rovesci di pioggia e venti intensi da SE e Sud fra Fort Myers e Saint Petersburg, con raffiche fino a 70-80 km/h nelle aree costiere.
Anche la grande città di Tampa, dove era attesa la Convention nazionale del partito repubblicano, verrà lambita dalla tempesta, venendo colpita da venti intensi e acquazzoni sparsi. In questa fase non è escluso che “Isaac”, aspirando ulteriore calore latente dalla superficie marina del golfo, possa essere promosso ad uragano di 1^ categoria, con venti di 120 km/h, divenendo più minaccioso per le coste della Florida occidentale e lo spicchio di litorale dell’Alabama. Da martedì mattina la tempesta inizierà a fare una leggera curva più a nord, dirigendosi verso il confine fra la Florida occidentale e l’Alabama, poco ad ovest di Pensacola, come uragano di 1^ categoria Saffir-Simpson, anche se non è escluso un rapido rinvigorimento che lo potrebbe trasformare in un ciclone tropicale di 2^ categoria prima che tocchi terra. Il “landfall” definitivo dovrebbe avvenire entro il pomeriggio o la serata di martedì.
