MeteoWeb»News Meteo»L’anticiclone SubTropicale sta arroventando il centro/sud con picchi di +42°C e adesso arriva pure la polvere sahariana ad offuscare i cieli
L’anticiclone SubTropicale sta arroventando il centro/sud con picchi di +42°C e adesso arriva pure la polvere sahariana ad offuscare i cieli
Come preannunciato la scorsa settimana la 5^ ondata di calore di questa estate 2012, proveniente dai “torridi” deserti dell’area del Maghreb, è arrivata puntuale sulle nostre isole maggiori e nel sud peninsulare, facendo impennare i termometri oltre il muro dei +38° +40° all’ombra, con picchi di ben +42° in Sicilia. Certo, non si tratta di un avvezione calda sub-tropicale da record, come quelle viste nel 1999 o nel 2007, o peggio l’incredibile estate del 2003 che arroventò tutto il centro-nord e mezza Europa per oltre un mese, con anomalie termiche positive mai osservate prima.
Si nota la nuvola di polvere in sospensione in quota verso le nostre regioni meridionali
Ma risulterà molto intensa, tanto da apportare molti disagi, soprattutto tra gli anziani, rendendo il clima alquanto disagevole durante le ore centrali del giorno. Questa avvezione calda dovrebbe risultare una delle più intense e prolungate dell’intera stagione estiva. Come da copione consolidato nel corso di questa stagione estiva il robusto anticiclone sub-tropicale libico-algerino, grande protagonista di questa estate 2012, sta spingendo nuovamente un proprio promontorio stabilizzante sul bacino centrale del mar Mediterraneo, pilotando verso le nostre regioni centro-meridionali e le isole maggiori le masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale sahariana, nei medi e bassi strati, che alimenta l’intensa avvezione calda che ormai ingloba gran parte della nostra penisola, con isoterme piuttosto elevate nella libera atmosfera che superano pure i +25° +26° (l’isoterma di +28° resterà relegata sul nord dell’Algeria, mentre la +30° lambirà la catena dell’Atlante) alla quota di 850 hpa (circa 1600 m.) in prossimità della Sicilia e della Sardegna meridionale, li dove si sfonda il muro dei +40°C.
Inoltre bisogna ricordare che le masse d’aria di origine sahariana, già molto calde in origine, una volta raggiunte le nostre regioni tendono ad essere ulteriormente surriscaldate anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti in seno al regime anticiclonico che comprimono l‘aria verso i bassi strati surriscaldandola e deumidificandola ulteriormente) che interesseranno il promontorio anticiclonico dinamico in quota, enfatizzando ulteriormente gli effetti della calura per l’azione di “compressione” esercitata nei confronti delle masse d’aria sub-tropicali. Ciò spiega perché in queste ore, in molte località del sud e di Sardegna meridionale e Sicilia, la colonnina di mercurio stia varcando con estrema facilità la soglia dei +40°, con punte di oltre i +41° +42° nelle aree più interne della Sardegna e della Sicilia. Ad esempio, in Sicilia, la temperatura più alta delle 14:00 PM è quella della località ennese di Catenanuova, nota per essere la detentrice del record assoluto europeo di caldo (con i +48.5° stabiliti durante la storica ondata di calore dell’Agosto del 1999), misurava una temperatura di ben +42.2° all’ombra. Ma oltre al gran caldo le masse d’aria, d’estrazione sub-tropicale continentale, provenienti direttamente dal Sahara algerino, sono accompagnate da cieli velati o dall’aspetto lattiginoso, che rendono l’atmosfera un po’ fosca. Tali velature del cielo sono una delle principali caratteristiche che accompagnano le ondate di calore di matrice puramente sahariana sul Mediterraneo e nel sud Europa. Sono dovute, principalmente, a sottili e microscopiche particelle di pulviscolo desertico (non sabbia) sospese nella media troposfera, sollevate precedentemente dai sostenuti venti orientali che in questo periodo spazzano tutta l’area del Sahara, sul settore a nord della linea dell’ITCZ collocata sull’Africa sub-sahariana, tra il Sudan meridionale e il Mali.
In genere queste particelle di polvere, molto leggere e sottili, quando vengono agganciate dalle correnti ascensionali che si originano nell’area poco a nord dell’ITCZ, dove si sviluppa una intensa attività convettiva legata anche alla convergenza fra l’umido flusso del “Monsone di Guinea” (venti al suolo da S-SO) e i caldi venti di “Harmattan” (venti da Est, E-NE), tendono a salire di quota aggirando dal bordo meridionale e occidentale il possente anticiclone sub-tropicale libico-algerino, disposto con i propri massimi al suolo ed in quota sull’entroterra desertico algerino, a sud della catena montuosa dell‘Atlante. Quando il promontorio anticiclonico nord-africano si protende sul mar Mediterraneo queste nuvole di pulviscolo risalgono dal suo bordo occidentale per raggiungere la Spagna, il “mare Nostrum” o l’Italia, dove il loro passaggio in quota contribuisce a velare i cieli o a dargli quell’aspetto lattiginoso da tutti osservato. Ed è proprio quello che sta avvenendo in questi giorni durante l’attivazione dell’ondata calda sub-tropicale verso il Mediterraneo centrale. Stavolta le nuvole di polvere che stanno velando i cieli delle isole maggiori e dell’Italia meridionale proverranno direttamente dal deserti del Maghreb.
La corrente a getto in Europa
La polvere e il pulviscolo desertico in sospensione in quota dovrebbero cominciare ad essere spazzati via tra il pomeriggio di domani e la giornata di mercoledì, quando, con lo spostamento verso levante della saccatura oceanica distesa verso la penisola Iberica, l’area depressionaria che si è formata lungo il bordo meridionale della saccatura si andrà a posizionare nel sud della Svezia, favorendo un abbassamento di latitudine del ramo principale della “corrente a getto” che scorre sull’Europa centrale. L’abbassamento di latitudine della “corrente a getto sub-tropicale”, con il ramo più meridionale che riuscirà a sfondare sull’alto Mediterraneo centrale, dovrebbe contribuire ad erodere il bordo più settentrionale del promontorio anticiclonico libico-algerino disteso sul Mediterraneo centrale, smorzando l’onda di calore diretta sulle nostre regioni con un conseguente e graduale ammorbidimento dell’intensa calura patita in queste ore.