L’ITCZ inizia ad arretrare sul fronte africano rimanendo ancora oltre la media climatologica; il temporaneo rinforzo del “Monsone di Guinea” depone a favore di nuovi bliz dell’africano

Il posizionamento dell'ITCZ nell'ultima decade di Luglio, si nota la posizione oltre la media climatica

Dopo aver mantenuto un posizionamento piuttosto settentrionale su tutto il fronte africano, ben oltre le tradizionali medie climatologie per il mese di Luglio, solo nel periodo compreso fra il 21 e il 31 Luglio l’ITCZ, il famoso “fronte intertropicale di convergenza tropicale”, ha iniziato un lento ritiro verso sud rispetto alla posizione precedente. Si è trattato di un arretramento piuttosto contenuto, tanto che l’ITCZ continua a presentare una posizione di poco più elevata rispetto alla tradizionale media climatologica. Nell’ultima decade del mese di Luglio, sia sul fronte africano occidentale che sul fronte africano orientale, il “fronte intertropicale di convergenza tropicale”, è rimasto ancora al di sopra della sua posizione normale. Questa posizione cosi elevate si è mantenuta grazie all’azione di sostenuti venti meridionali, legati al flusso del “Monsone di Guinea” (che altro non è che l’Aliseo di SE che giunto in prossimità del golfo di Guinea e delle coste dell’Africa occidentale viene deviato verso destra, da S-SO o SO, a causa della presenza della depressione termica sull‘Africa centrale e sul Sahel), che sono riusciti ad estendere la propria influenza fino ai confini più meridionale della grande regione desertica del Sahara, portato acquazzoni e forti temporali che hanno interessato soprattutto la Guinea, il Burkina Faso, la Nigeria centrale, il sud del Ciad, il South Sudan e il Sudan più meridionale.

Per diversi giorni il “Monsone di Guinea” si è considerevolmente rinforzato fra l’area dell’omonimo golfo e l’area sub-sahariana, anche per merito della formazione di profonde depressioni termiche, ben strutturate a livello del suolo, che si sono posizionate sul Sahel occidentale, fra Ciad, Niger meridionale, sud del Mali e Burkina Faso, in contrapposizione ai massimi barici dell‘anticiclone permanente sub-tropicale sahariano che ha mantenuto il proprio baricentro avanzato proprio sull‘entroterra desertico algerino, a sud della catena montuosa dell‘Atlante. Sul fronte occidentale la posizione media dell’ITCZ si è mantenuta a circa i 19.4° di latitudine Nord, di oltre 0.1° la sua posizione media per il periodo. Sul fronte orientale la posizione media del “fronte intertropicale” è stata di ben 16.8° di latitudine Nord, circa 0.2° più a nord della sua posizione media per il periodo. Insomma l’arretramento c’è stato, come previsto, ma nonostante ciò l’ITCZ continua a rimanere su un posizionamento più elevato del previsto, mantenendo una vivace attività convettiva lungo tutta la fascia saheliana e l’area del golfo di Guinea, dove quasi quotidianamente, lungo la linea di convergenza nei bassi strati, fra le umide e temperate masse d’aria oceaniche sub-equatoriali del “Monsone di Guinea” (da SO o S-SO) e i più secchi e caldi venti di “Hartmattan” (da E-NE), si sviluppano intensi “Cluster temporaleschi” e “sistemi temporaleschi a Multicella” che dal South Sudan e dall’altopiano Etiope si muovono in direzione del sud del Ciad, del Niger centro-meridionale, della Nigeria, per propagarsi successivamente verso l’Africa occidentale, dove l‘azione del cosiddetto “African easterly jet”, la “corrente a getto tropicale orientale” che scorre in alta quota (oltre i 3000-4000 metri) sopra l’Africa centro-settentrionale, li spingerà sull’Atlantico tropicale come “tropical waves”, ossia perturbazioni tropicali prive di rotazione che possono evolversi in depressioni o tempeste tropicali a contatto con acque superficiali di oltre i +26.5° +27°.

Inoltre la presenza nei bassi strati dell’umida circolazione da Sud e S-SO, legata al “Monsone di Guinea”, che si propaga fino ai 19° 20° di latitudine Nord, quasi ai limiti con la fascia desertica sahariana dove dominano i caldi e secchi venti orientali da E-NE di “Harmattan” che spesso producono tempeste di polvere in buona parte del Sahara, causa anche una perenne condizione di “Wind Shear verticale” su buona parte dell’Africa centro-settentrionale, data la presenza nella media troposfera delle tese correnti orientali dell’“African easterly jet” che attraversano, da est ad ovest, l’intera fascia tropicale del continente nero. Il notevole “Wind Shear” esalta l’azione di divergenza delle correnti aeree favorendo la nascita di sistemi temporaleschi a mesoscala che possono divenire molto estesi e piuttosto potenti, come quelli che in questi ultimi giorni hanno interessato il South Sudan e l’area del Darfur, dove si sono verificate intense precipitazioni a sfogo temporalesco, con fulminazioni a fondoscala che si sono estese su un’estesa area geografica.

Molti di questi nuclei convettivi, durante la fase di sviluppo, sono stati caratterizzati da “Overshooting“, una specie di “cupola” che si può osservare al di sopra dell’incudine del Cumulonembo per diversi minuti. In genere il suo sviluppo può indicare la presenza di fenomeni temporaleschi molto intensi. Dalle immagini satellitari in visibile è facilmente osservabile durante le prime ore del mattino e poco prima del tramonto, quando i raggi del sole estremamente bassi sull’orizzonte prolungano l’ombra dell’”Overshooting top” sulla sommità del Cumulonembo. L’”Overshooting top” viene generato in condizioni di forte instabilità da un “Updraft” (corrente ascensionale che alimenta il temporale) molto violento, in velocissima ascesa, che riesce a sfondare il limite della tropopausa.

Tale corrente ascensionale è talmente violenta da riuscire a sconfinare fin sulla bassa stratosfera, dando cosi luogo ad una protuberanza della sommità del Cumulonembo che si può sollevare fino al limite dell’inversione termica stratosferica che origina l’inibizione dei moti convettivi. Nei prossimi giorni un ulteriormente rafforzamento dell’attività convettiva è atteso tra il South Sudan e il Ciad centro-meridionale, dove si svilupperanno intensi “Cluster temporaleschi” che a loro volta determineranno una estensione delle aree di “Subsidenze” fin sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, favorendo l’ennesima estensione degli elementi più settentrionali dell’anticiclone sub-tropicale libico-algerino in direzione della penisola italiana entro il prossimo weekend, dando vita alla quinta intensa ondata di calore dell’estate 2012.