Per il secondo giorno consecutivo – dopo il ‘no’, ieri, a una richiesta di Shell Italia – la giunta regionale della Basilicata ha rifiutato un permesso di ricerca di idrocarburi presentato dall’Eni per eseguire ”studi, rilievi sismici e la perforazione di un pozzo esplorativo” in una zona del Potentino comprendente dieci comuni, fra i quali Potenza, il capoluogo della regione. Tecnicamente, si tratta di una ”mancata intesa”, decisa – ha spiegato l’ufficio stampa della giunta regionale – dopo l’approvazione di un articolo della legge di assestamento di bilancio che sancisce una ”moratoria” all’estrazione di petrolio. La giunta, per rifiutare il permesso all’Eni, ha richiamato nella delibera ”la presenza di aree naturali protette e i vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici”. Vi e’ un richiamo, inoltre, alla concessioni gia’ emesse e al condizionamento che il loro ampliamento determinerebbe nella ”programmazione e nel governo del territorio”, oltre al ”dissenso della popolazione rispetto alla concessione di nuovi permessi”. La concessione rifiutata oggi all’Eni, denominata ”Frusci”, riguarda il territorio dei comuni di Potenza, Atella, Avigliano, Baragiano, Bella, Filiano, Pietragalla, Pignola, Ruoti e San Fele.
Petrolio: nuovo “no” della Basilicata, stavolta all’Eni
