”Chi ha progettato Roma nel corso di questo millennio lo ha fatto tenendo conto del clima”. Il sovrintendente ai Beni culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli, in un’intervista a ‘Il Messaggero’, attribuisce a una ”dilatazione termica”, causata dal contrasto tra le nevi invernali e il caldo torrido di questi giorni, il crollo del muro del Valadier al Pincio. ”Siamo passati -afferma Broccoli– dai -5° di febbraio ai 40° di questi giorni. Se e’ per questo anche molti palazzi e cornicioni non hanno retto al freddo e all’escursione termica. Fate caso a quanti ponteggi ci sono in giro per la citta”’. Il sovrintendente esclude la probabilita’ di altri crolli, a patto pero’ di essere ”in grado di prevenire” e di avere ”risorse per i sondaggi. A Roma –aggiunge– le pietre possono avere un secolo o mille anni. Ci sono opere come la ristrutturazione delle Mura Aureliane, che non si possono piu’ rimandare ma servono almeno 75 milioni di euro”. Broccoli tiene a sottolineare che i lavori appena ultimati al Pincio ”non avevano riguardato il muro del Valadier. In quello stesso contesto ci sono molte cose che abbiamo fatto e altre che avremmo potuto fare se solo fossimo in grado di utilizzare i fondi bloccati dal patto di stabilita’. Abbiamo ristrutturato il Ninfeo, proprio sotto la terrazza del Pincio e ripulito il bassorilievo. E non abbiamo costruito il parcheggio -conclude- che pure qualcuno, magari proprio chi oggi si lamenta per la scarsa manutenzione, avrebbe voluto fare”.
Roma: il crollo del Pincio è stato provocato dal mix di gelo, neve e caldo. A febbraio -5°C, adesso +40°C!
