Salvi i tre alpinisti spagnoli bloccati sul monte Bianco

Il Monte Bianco (foto d'archivio)

I tre escursionisti spagnoli bloccati a 4150 metri tra le creste del monte Bianco sono salvi. I due uomini e una donna hanno trascorso 30 ore in una buca scavata nella neve, con gli abiti zuppi e senza attrezzatura da bivacco. Stamattina i tre avevano contattato le rispettive famiglie: ”Stiamo abbastanza bene anche se cominciamo ad avere principi di congelamento. Quassu’ c’e’ una bufera ma siamo in una buca che ci ripara dal vento”, spegnendo subito dopo l’apparecchio per non esaurire le batterie. Le cattive condizioni meteorologiche hanno reso a lungo i soccorsi complicati, sino alle 20:15, quando l’ennesimo tentavito ha avuto finalmente l’esito sperato. I tre sono stati recuperati dalla cresta e elitrasportati all’ospedale di Aosta, dove i medici gli hanno diagnosticato principi di ipotermia. Erano partiti sabato mattina, con condizioni meteo pessime, per affrontare una complessa ascensione (grado D-Difficile) che è considerata una classica di questo spicchio di Alpi. Hanno passato la prima notte probabilmente al bivacco della Fourche e il giorno dopo è scattata la scalata. Investiti dal temporale sin dal mattino, hanno comunque continuato nonostante la progressione tra cenge rocciose e creste innevate fosse molto lenta. Uno di loro ha anche accusato problemi fisici per la spossatezza e il freddo. Al pomeriggio hanno dato l’allarme via telefono e su consiglio delle guide si sono spostati sul versante francese, più riparato dal vento, dove hanno ricavato un rifugio precario su un pendio innevato. Li’ hanno trascorso la notte, senza viveri e mezzi congelati. ”Hanno commesso una grave imprudenza. Le previsioni meteorologiche sono pessime da vari giorni e da una via come la Kuffner non si scende se fa brutto”, dice Guido Azzalea, presidente delle Guide alpine valdostane, che aggiunge: ”Salire con questo tempo è un suicidio. Ognuno può fare quello che vuole della sua vita solo che adesso altri dovranno mettere a rischio la propria per il salvataggio”.