Siccità in Veneto, situazione critica. Il governatore Zaia: “il governo dichiaro lo stato di calamità”

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”E’ visibile che Veneto sta perdendo per la siccita’ circa un miliardi di euro di produzione agricola: abbiamo campi rinsecchiti. Ora attendiamo le decisioni del Governo a sostegno delle imprese danneggiate. Noi abbiamo fatto conoscere le nostre richieste”. Lo ha affermato il presidente della Regione Luca Zaia, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla questione, in occasione del punto stampa odierno al termine della consueta seduta settimanale della Giunta veneta. Sul tema della siccita’ il Governo ”e’ latitante”, ”si sta distraendo: ci vuole piu’ attenzione – ha detto Zaia – e il ministro deve decidere cosa fare. Dichiari lo stato di calamita’ e trovi le risorse nazionali per sostenere le imprese agricole. Sappiamo che la coperta e’ corta, che ci sono al momento solo 18 milioni a disposizione del Fondo di solidarieta’. Noi pero’ non aumentiamo le accise, non vogliamo farlo: gia’ lo fa Roma in maniera ignobile. I soldi dei veneti sono gia’ li’ – ha aggiunto il presidente – Roma ce li restituisca. Noi versiamo di tasse piu’ di quello che ci viene restituito”. Quanto alla parte burocratica, la Regione ha gia’ attivato tutte le azioni che servono, compresa una prima individuazione da parte di Avepa delle aree danneggiate e della percentuale di perdite per coltura. Ma ci sono colture ancora in atto e per un bilancio formale definitivo occorrera’ attendere la fine della stagione. La stessa Avepa, per semplificare la parte amministrativa e non far circolare troppe carte, considerato che le aziende colpite sono alcune decine di migliaia, sta predisponendo una scheda digitale da utilizzare con sistemi informatici. ”In ogni caso – ha sottolineato Zaia – l’approccio rispetto alle singole posizione dovra’ essere di perequazione: chi ha l’acqua vicino a casa e la utilizza per irrigare fa l’imprenditore fino in fondo; chi non ce l’ha proprio e’ destinato a soccombere di fronte alla siccita’; chi ha l’acqua a portata di mano e non irriga fa una scelta di vita. Questo viene per ultimo in fatto di indennizzi. Noi vogliamo introdurre questo principio rispetto a figure che sono assolutamente diverse”.