All’indomani dell’annuncio della nuova missione della Nasa su Marte, chiamata InSight, e a poche settimane dall’atterraggio di Curiosity sul pianeta rosso e’ polemica. La decisione dell’agenzia spaziale statunitense di affrontare da sola una missione su Marte nel 2016 arriva infatti alcuni mesi dopo il suo ritiro dalla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per la missione ExoMars, una missione su Marte da un miliardo di euro con una prima fase nel 2016, proprio come InSight, ed una seconda nel 2018 per la quale la Nasa avrebbe dovuto mettere a disposizione il rover. Al ”no” americano l’Europa ha risposto cercando la collaborazione con la Russia, ma ha comunque dovuto affrontare un costo aggiuntivo stimato in 250 milioni. Una situazione sulla quale interviene, in un commento pubblicato sulla rivista Nature, l’ex responsabile per l’esplorazione robotica dell’Esa, David Southwood. E’ un commento amaro, che ricorda come prima di ExoMars la Nasa si e’ tirata indietro altre due volte. E’ accaduto per la missione del successore del telescopio Hubble, il James Webb Telescope. La cooperazione tra Esa e Nasa e’ iniziata nel 2002: l’Europa e’ pronta, rileva Southwood, ma da parte degli Stati Uniti ”ci sono stati ritardi e problemi di carattere finanziario ed ora il lancio e’ atteso per il 2018, sette anni piu’ tardi del previsto”. La Nasa ha lasciato l’Esa da sola anche nel febbraio del 2011, nella missione diretta alle lune di Giove Juice (Jupiter Icy Moons Explorer), che l’Esa ha dovuto posticipare e ricalibrare in termini di budget. Solo recentemente la Nasa ha deciso di tornare ”a bordo”, con 100 milioni di dollari. Ma il vero punto dolente e’ ExoMars: ”gli Stati Uniti si sono tirati fuori, lasciando l’Europa con una carenza di finanziamenti di 250 milioni di euro, avendo gia’ speso piu’ di 100 milioni”. Considerati i contratti industriali, l’eventuale cancellazione sarebbe costato fino a 400 milioni di euro. ”La missione per inviare un satellite e un rover su Marte entro il 2018 e’ cominciata nel 2005 con delle ambizioni puramente europee e in questo caso – osserva – il ritiro degli Stati Uniti ha chiaramente danneggiato la posizione dell’Europa”. Sono comportamenti da mettere in conto negli accordi di cooperazione che, osserva, ”raramente sono giuridicamente vincolanti”. Se a queste difficolta’ non sono estranei i problemi legati alla crisi economica, non va dimenticato che, proprio in questi momenti di crisi, la collaborazione si e’ dimostrata l’arma vincente, come ha dimostrato la scoperta del bosone di Higgs al Cern di Ginevra
