Stavolta l’evento merita di essere menzionato. Nei giorni scorsi, come vi abbiamo anticipato nei precedenti articoli, in pieno oceano Atlantico, nel tratto ad est delle Bermuda, si è formata una inusuale tempesta tropicale denominata “Gordon”. Interessante notare come il sistema tropicale sia nato proprio in mezzo all’Atlantico, su un’area dove regna l’anticiclone sub-tropicale permanente delle Azzorre, che produce costanti zone di “Subsidenza atmosferica” che inibiscono lo sviluppo dei moti convettivi. Ma l’anomalo posizionamento dell’anticiclone oceanico, spesso disteso con i propri elementi in direzione delle alte latitudini, sta favorendo l’apertura di una vasta “lacuna barica” in mezzo all’Atlantico orientale, dove il continuo affondo di saccature agevola la formazione e il successivo approfondimento di vaste circolazioni depressionarie extratropicali che determinano l’avvento di intense ondate di calore verso l’area mediterranea e l’Europa centro-occidentale.
Osservare lo sviluppo di cicloni o tempeste tropicali a queste latitudini è veramente raro ma non impossibile. Infatti ci troviamo ai limiti del cosiddetto “cimitero degli uragani atlantici”, li dove vanno a morire o si dissipano, evolvendosi in potenti sistemi depressionari extratropicali, tutti i cicloni tropicali che dai Caraibi o dal Golfo del Messico risalgono l’East Coast degli USA. Quest’anno le condizioni meteo/climatiche inerenti la distribuzione dei venti nei medi e bassi strati e le temperature delle acque superficiali oceaniche, che superano i +26° a sud delle Azzorre, depongono a favore per lo sviluppo e la strutturazione di aree depressionarie di natura tropicale, a cuore caldo, anche nel bel mezzo dell’Atlantico, parecchie centinaia di miglia a largo delle coste marocchine e portoghesi.
Attualmente la tempesta tropicale “Gordon”, venendo agganciato in quota dai venti occidentali che scorrono lungo le medie latitudini, tende ad organizzarsi ulteriormente spostandosi verso est e avvicinandosi progressivamente all’arcipelago delle Azzorre, che verranno raggiunte non prima della giornata di domenica. Le ultime immagini satellitare mostrano che “Gordon” è una tropical storm abbastanza attiva in pieno Atlantico, caratterizzata da una profonda attività convettiva centrale che continua a far esplodere intensi “Cluster temporaleschi” che si avvitano attorno al profondo minimo barico che dovrebbe scendere al di sotto dei 995 hpa. Il fitto “gradiente barico” che circonda il cuore della tempesta sta generando forti burrasche e venti di tempesta in un’area però abbastanza ristretta attorno il centro di bassa pressione. Qui il mare si mantiene molto agitato (forza 6) con onde di “mare vivo” che possono superare anche i 4-5 metri, con “Run Up” fino a 6 metri.
Le navi che passeranno nelle vicinanze avranno a che fare con un fastidioso moto ondoso, ma anche il tratto di oceano a sud-ovest delle Azzorre comincerà pian piano a risentire un certo aumento del moto ondoso. Finora l’unica insidia che può arrestare l’approfondimento di “Gordon” è il flusso di aria secca orientale, di vecchia origine sahariana, che scorre lungo il suo bordo più meridionale. Per il resto l’ambiente in cui si trova “Gordon” è quasi ideale per lo sviluppo di una tropical storm o di un vero e proprio ciclone tropicale. Il “Wind Shear” moderato in quota e le acque superficiali sui +26.0° +26.5° dovrebbero continuare a dare una buona alimentazione per un ulteriore sviluppo della perturbazione tropicale che punta dritto in direzione delle Azzorre.
Almeno fino alla nottata di domani la tempesta tropicale potrà continuare a svilupparsi e a mantenere una intensa attività convettiva centrale. Solo domenica, spostandosi su acque poco più fredde attorno le Azzorre, con temperature attorno i +25°, “Gordon” potrà iniziare gradualmente ad indebolirsi e a perdere parte delle sue caratteristiche tropicali. Inoltre la perturbazione dovrebbe spostarsi su un’area con un “Wind Shear” moderato-forte che dovrebbe contribuire a rallentare lo sviluppo della tropical storm. Nonostante l’indebolimento “Gordon” fino a domenica dovrebbe mantenere lo status di tempesta tropicale, tanto da abbordare le isole Azzorre portando su di esse forti venti di burrasca, in genere da Sud e SE per poi ruotare da NE, piogge intense e mareggiate, con onde alte anche più di 3-4 metri. Sulle isole più meridionali i venti potranno superare la soglia degli 80-90 km/h.
Le burrasche più intense nella serata di domenica colpiranno le isole di Santa Maria, Sao Miguel, Terceira, Pico, Faial e Sao Jorge, dove lungo le rispettive coste meridionali si verificheranno anche delle mareggiate, con onde alte più di 4-5 metri. Lunedì i resti di “Gordon” lasceranno le Azzorre, dove si assisterà ad un rapido miglioramento del tempo con gli ultimi residui rovesci sparsi, per spingersi verso E-NE prima di venire definitivamente assorbiti dall’ampia circolazione depressionaria extratropicale insistente ad ovest del Regno Unito. Lo stesso vortice che fungerà da richiamo per l’intensa ondata di calore diretta verso la Francia, l’Italia centro-settentrionale e l’ovest della Germania. Per fortuna “Gordon” non rappresenterà alcuna minaccia per le coste del vecchio continente.
