
Dopotutto queste differenze non devono sorprendere. Già lo scorso 13 aprile, a seguito di un altro terremoto ancora più forte avvertito a Palermo, avevamo intervistato l’esperto dell’Ingv Alessandro Amato chiedendogli il perchè delle differenze di magnitudo, in quanto anche allora i dati dell’USGS si discostavano da quelli dell’Ingv. E nell’intervista, Amato ci spiegava chiaramente che “Come sempre accade, i valori della magnitudo sono diversi per le varie agenzie, a causa del tipo di dati e della tecnica utilizzate. La magnitudo Richter (o locale, ML) si determina a distanze entro i 600 km dall’epicentro. Il valore che calcoliamo e riportiamo sul sito è questo”, dice Amato. “Come ogni misura – continua il sismologo – anche questa ha un errore associato. L’errore (o meglio incertezza) è dovuto al fatto che la misura si effettua da un gran numero di sismometri (tipicamente alcune decine) e le caratteristiche della crosta sono molto diverse da sismometro a sismometro. In genere abbiamo a che fare con incertezze dell’ordine di 0.2-0.4. In pratica si fa la media delle misure e si determina la deviazione standard tra esse. Nel caso del terremoto di stamane, abbiamo un valore medio di 4.2 con un incertezza di +/- 0.4. Si possono poi calcolare altri tipi di magnitudo, ad esempio la MS, la Mb, la Mw (Magnitudo superficiale, magnitudo di volume, magnitudo momento, ndr), ecc., che vengono determinate a partire da onde sismiche registrate a diverse distanze e su diverse frequenze. La magnitudo che fornisce l’USGS ad esempio credo sia la Mb (sul sito non lo spiegano). E’ possibile quindi che si trovino valori diversi. Noi stessi (INGV) abbiamo calcolato la Mw (magnitudo momento) che risulta essere 4.4 (è pubblicata nella pagina dell’evento). Quest’ultima – conclude il sismologo – è probabilmente una stima più accurata della reale grandezza del terremoto, ma questo non significa che la magnitudo Richter (4.2 */- 0.4) non sia corretta”.
