
Difatti la regione di Kemerovo, in un’area montuosa della Siberia sud-occidentale, circa 4000 km ad est della capitale russa Mosca, è stata interessata da forti temporali che sono stati accompagnati da precipitazioni grandigene veramente violente, con chicchi di grandine definiti dalla popolazione locale dei “bolidi dal cielo”. Le grandinate che si sono scatenate in seguito allo sviluppo di un intenso e ben strutturato sistema convettivo a mesoscala sulla regione di Kemerovo sono state cosi potenti da rompere i vetri delle auto e danneggiando persino i tetti di alcune abitazioni. Ma fa ancora più impressione sapere che le violente grandinate si sono estese un po’ su tutta la regione di Kemerovo, cagionando molti danni e purtroppo anche dei feriti fra gli abitanti.
Fra le località più colpite risulta la città di Durecensk, dove si sono avuti i maggiori danni con chicchi eccezionali delle dimensioni di 6-7 centimetri, pari alle dimensioni di un uovo. Secondo le notizie locali sarebbero almeno venti persone, tra cui alcuni bambini, sono rimasti feriti dalla grandine che hanno danneggiato anche moltissimi vetri di abitazioni e centinaia di automobili. Fortunatamente non si hanno notizie di feriti gravi o vittime. L’eccezionale grandinata non è stata prevista dal locale servizio meteorologico, per cui la popolazione è stata colta di sorpresa dal fenomeno veramente estremo. Considerando la notevole mole di danni e le dimensioni dei singoli chicchi di grandine venuti giù possiamo affermare che il fenomeno che ha colpito la regione di Kemerovo può essere catalogato come un evento estremo.
Negli ultimi dieci anni, nel mondo, grandinate di estrema violenza, come quella osservata nella regione di Kemerovo, con chicchi di grandine che hanno superato i 6-7 cm di diametro, si sono osservate solo nelle grandi pianure centrali degli USA, nella Cina centrale, nell’altopiano iraniano e in alcune aree fra il nord-est dell’India e il Bangladesh, con molti danni e purtroppo anche delle vittime. Tali eventi si sono manifestati in condizioni di fortissima instabilità atmosferica (instabilità baroclina), con l’indice Cape ben oltre i valori da fondoscala, quando in prossimità del suolo è presente uno strato di masse d’aria molto calde e umide mentre in quota scorrono correnti molto più fredde, con il passaggio nell’alta troposfera di uno dei rami principali della “corrente a getto”.
I forti temporali e le annesse grandinate che hanno colpito la regione di Kemerovo sono da attribuire ad una forte area di instabilità che si è venuta a creare a seguito dell’affondo di una saccatura, colma di aria più fredda in quota, che dalla Novaja Zemlja si è distesa verso la regione degli Urali, affondando fin sul Kazakistan occidentale. Lungo l’asse ascendente di tale saccatura, ossia quello orientale, le masse d’aria più calde e relativamente secche, dai quadranti sud-occidentali, che venivano aspirate dalla steppa kazaka, che in questo periodo dell’anno viene fortemente riscaldata da oltre 12 ore di soleggiamento diurno, risalendo verso nord-est in direzione della Siberia occidentale venivano sovrastate in quota dall’aria molto più fredda pilotata dalla saccatura. I notevoli contrasti termici che si sono accesi hanno generato una rapida destabilizzazione atmosferica producendo intensi moti convettivi, con la formazione di forti temporali con un top dei Cumulonembi fino ai 12-13 km. Bisogna anche dire che in questi giorni i bassopiani della Siberia occidentale sono stati anche terreno di contrasto fra l’aria molto più calda e secca sub-tropicale continentale che regna sopra le steppe del Kazakistan e quella più fredda, di lontane origini artiche, che dal mar Glaciale Artico scivola in direzione della Siberia centrale, con l’isoterma di appena +5° a 850 hpa che scende a sud del lago Bajkal, fino ai confini settentrionali mongoli. Lungo i margini fra le differenti masse d’aria, specie se in quota scorre uno dei rami della “corrente a getto”, troviamo le situazioni ideali per lo scoppio della convenzione e di forti temporali, anche particolarmente intensi.
