Violenta grandinata devasta la regione siberiana di Kemerovo; i chicchi hanno superato i 7 centimetri di diametro, diversi feriti e molti danni

Mentre gran parte dell’Europa centro-occidentale, soprattutto la Spagna e la Francia dove si sfonda facilmente il muro dei +40°C all’ombra, viene “arroventata” dall’ennesima ondata di calore che risale dai deserti del Maghreb sotto la spinta dell’anticiclone sub-tropicale sahariano, sulla Russia europea e nei bassopiani della Siberia occidentale l’afflusso di masse d’aria più fresche in quota, provenienti dalle latitudini sub-polari, che scivolano lungo il bordo più orientale di questo grande blocco anticiclonico, determina parecchia instabilità con lo scoppio di intensi temporali. Certo, durante il periodo estivo, i temporali di origine “termoconvettiva” sono molto comuni nelle vaste distese pianeggianti della Russia europea e della Siberia, specie se in quota scorrono correnti di aria più fredda dai quadranti nord-occidentali o settentrionali, discendenti dall’Artico, mentre nei bassi strati, in prossimità del suolo, permane aria più calda e umida, frutto del prolungato soleggiamento negli immensi bassopiani euro-asiatici.

I notevoli contrasti termici che si vengono a creare con l’aria più calda preesistente nei bassi strati esaltano notevolmente il “gradiente termico verticale” (forti differenze termiche man mano che si sale di quota) innescando intensi moti convettivi (correnti ascensionali) che danno vita a nubi cumuliformi piuttosto sviluppate capaci di dare la stura a rovesci di pioggia e temporali. Alcuni di questi temporali possono divenire veramente forti, scaricando intensi acquazzoni accompagnati da grandinate, colpi di vento, attività elettrica e nei casi più rari anche a fenomeni vorticosi, come trombe d’aria o piccoli tornado di breve durata (fenomeni non poi cosi rari in Europa come si pensa). Ma quello che è avvenuto nel sud-ovest della Siberia è davvero incredibile.

Difatti la regione di Kemerovo, in un’area montuosa della Siberia sud-occidentale, circa 4000 km ad est della capitale russa Mosca, è stata interessata da forti temporali che sono stati accompagnati da precipitazioni grandigene veramente violente, con chicchi di grandine definiti dalla popolazione locale dei “bolidi dal cielo”. Le grandinate che si sono scatenate in seguito allo sviluppo di un intenso e ben strutturato sistema convettivo a mesoscala sulla regione di Kemerovo sono state cosi potenti da rompere i vetri delle auto e danneggiando persino i tetti di alcune abitazioni. Ma fa ancora più impressione sapere che le violente grandinate si sono estese un po’ su tutta la regione di Kemerovo, cagionando molti danni e purtroppo anche dei feriti fra gli abitanti.

Immagine di un temporale estivo sulla tundra siberiana

Fra le località più colpite risulta la città di Durecensk, dove si sono avuti i maggiori danni con chicchi eccezionali delle dimensioni di 6-7 centimetri, pari alle dimensioni di un uovo. Secondo le notizie locali sarebbero almeno venti persone, tra cui alcuni bambini, sono rimasti feriti dalla grandine che hanno danneggiato anche moltissimi vetri di abitazioni e centinaia di automobili. Fortunatamente non si hanno notizie di feriti gravi o vittime. L’eccezionale grandinata non è stata prevista dal locale servizio meteorologico, per cui la popolazione è stata colta di sorpresa dal fenomeno veramente estremo. Considerando la notevole mole di danni e le dimensioni dei singoli chicchi di grandine venuti giù possiamo affermare che il fenomeno che ha colpito la regione di Kemerovo può essere catalogato come un evento estremo.

Negli ultimi dieci anni, nel mondo, grandinate di estrema violenza, come quella osservata nella regione di Kemerovo, con chicchi di grandine che hanno superato i 6-7 cm di diametro, si sono osservate solo nelle grandi pianure centrali degli USA, nella Cina centrale, nell’altopiano iraniano e in alcune aree fra il nord-est dell’India e il Bangladesh, con molti danni e purtroppo anche delle vittime. Tali eventi si sono manifestati in condizioni di fortissima instabilità atmosferica (instabilità baroclina), con l’indice Cape ben oltre i valori da fondoscala, quando in prossimità del suolo è presente uno strato di masse d’aria molto calde e umide mentre in quota scorrono correnti molto più fredde, con il passaggio nell’alta troposfera di uno dei rami principali della “corrente a getto”.

Ma come si è potuta originare una grandinata di una simile violenza ?

I forti temporali e le annesse grandinate che hanno colpito la regione di Kemerovo sono da attribuire ad una forte area di instabilità che si è venuta a creare a seguito dell’affondo di una saccatura, colma di aria più fredda in quota, che dalla Novaja Zemlja si è distesa verso la regione degli Urali, affondando fin sul Kazakistan occidentale. Lungo l’asse ascendente di tale saccatura, ossia quello orientale, le masse d’aria più calde e relativamente secche, dai quadranti sud-occidentali, che venivano aspirate dalla steppa kazaka, che in questo periodo dell’anno viene fortemente riscaldata da oltre 12 ore di soleggiamento diurno, risalendo verso nord-est in direzione della Siberia occidentale venivano sovrastate in quota dall’aria molto più fredda pilotata dalla saccatura. I notevoli contrasti termici che si sono accesi hanno generato una rapida destabilizzazione atmosferica producendo intensi moti convettivi, con la formazione di forti temporali con un top dei Cumulonembi fino ai 12-13 km. Bisogna anche dire che in questi giorni i bassopiani della Siberia occidentale sono stati anche terreno di contrasto fra l’aria molto più calda e secca sub-tropicale continentale che regna sopra le steppe del Kazakistan e quella più fredda, di lontane origini artiche, che dal mar Glaciale Artico scivola in direzione della Siberia centrale, con l’isoterma di appena +5° a 850 hpa che scende a sud del lago Bajkal, fino ai confini settentrionali mongoli. Lungo i margini fra le differenti masse d’aria, specie se in quota scorre uno dei rami della “corrente a getto”, troviamo le situazioni ideali per lo scoppio della convenzione e di forti temporali, anche particolarmente intensi.