Nei precedenti articoli, parlando dell’avanzata dell’uragano “Leslie” verso le Bermuda, vi avevamo anticipato che una profonda area depressionaria extratropicale si sarebbe diretta verso le coste orientali degli States, aspirando verso nord il piccolo ciclone tropicale, pronto a toccare terra nei pressi delle coste canadesi di Terranova, nella nottata tra martedì e mercoledì. Ed è proprio quello che si è verificato nelle ultime 24 ore. In questi ultimi giorni, grazie ad un rafforzamento del ramo principale della “Jet Stream” che dal Pacifico settentrionale si muove in direzione del Canada centrale e degli Stati Uniti settentrionali, il flusso umido zonale si è abbassato di latitudine, favorendo l’ingresso dei primi sistemi frontali dal Pacifico, pilotati dalle profonde aree depressionarie in sviluppo tra il Canada centrale e orientale. L’acuta fase di maltempo che nelle ultime ore ha flagellato il nord-est degli USA, tra l’area di New York e la città di Philadelphia, è stata causata dal rapido passaggio di un esteso fronte freddo, seguito da aria molto più fredda e secca d’estrazione canadese che si è scontrata con le masse d’aria più calde e molto più umide, in risalita da SO, nel settore pre-frontale. L’intenso fronte freddo, esteso dal Canada orientale fino al nord della Florida, è associato ad un profondo ciclone extratropicale, centrato sul nord della penisola del Labrador, con un minimo barico al suolo che è sceso sotto i 983 hpa. La profonda circolazione depressionaria, visto l’infittimento delle isobare, sta producendo dei venti burrascosi lungo le coste orientali della baia di Hudson, sul mar del Labrador e sulle coste meridionali dell’isola di Baffin, dove è attiva una intensa componente orientale. Ma il grande merito di questa prima profonda area depressionaria, dalle caratteristiche sub-autunnali, è stato quello di riuscire a spingere verso gli stati del nord-est degli USA e la zona dei Grandi Laghi un impulso di aria molto più fresca (non fredda) che è stato in grado di rimescolare le masse d’aria fin dai bassi strati, scalzando via l’aria caldo e umida sub-tropicale oceanica preesistente.
Lo scontro fra le differenti masse d’aria è stato molto rapido, tanto da innescare delle violente turbolenze atmosferiche che hanno originato intensi moti convettivi, con la conseguente formazione di forti “Cluster a Multicella” che hanno dato luogo a forti manifestazioni temporalesche che si sono dirette verso gli stati dell‘East Coast, con l‘ingresso dell‘aria più fresca nei bassi strati. I rovesci e i temporali più intensi si sarebbero concentrati tra New York e la città di Philadelphia, con fenomeni localmente molto intensi. Il transito in quota della “Jet Stream” ha contribuito a far innalzare lo “Shear” del vento in quota, facendo roteare le nubi temporalesche, con il conseguente innesco di diversi fenomeni vorticosi. Alcuni di questi, durante il passaggio del fronte freddo, hanno lambito l’area di New York ed alcuni quartieri della “grande mela”. Un piccolo tornado è stato avvistato vicino la penisola di Rockaway, nel Queens, mentre altri tornado si sono allontanati sull’oceano, a sud di Long Island, dove sono stati segnalati diversi danni agli stabilimenti balneari. Dopo il passaggio temporalesco si è assistito ad un importante calo termico. In alcune località, specie li dove si sono concentrati i fenomeni più forti, nel giro di 10 minuti, le temperature sono crollate anche di -9° -10°. L’aria più fresca e secca, di natura continentale, che sta facendo seguito al fronte freddo, sta favorendo un rapido miglioramento del tempo su tutta l’East Coast, con vaste schiarite e prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi. Anche su New York, dopo il maltempo di ieri, è ritornato a splendere il sole.
