
Continua la corsa del super tifone “Jelawat” sul mare a est e nord-est di Luzon, considerato come la più grande fabbrica di tifoni del pianeta. Come avevamo previsto, il super tifone, spostandosi gradualmente verso nord, sta interessando con il suo lato occidentale alcuni arcipelaghi di isole a nord e nord-est di Luzon. In particolare le isole Babuyan e le isole Batan, nello stretto di Luzon, che nella giornata odierna sono sferzate da venti di tempesta provenienti da Nord e N-NO, con picchi di velocità media sostenuta di oltre i 100 km/h, specie sull’isola di Basco, e un sensibile incremento del moto ondoso, con onde alte fino a 6 metri nel tratto di mare ad est di questi arcipelaghi. Nell’isola di Basco, la più vicina all’occhio del super tifone, in questo momento il fortissimo vento medio sostenuto da NO ha già toccato i 103 km/h, con raffiche che raggiungono i 120-130 km/h. La forte ventilazione sta causando anche un generale incremento del moto ondoso sul settore più orientale dello stretto di Luzon, producendo grandi ondate, di oltre i 6-7 metri, che dovrebbero dirigersi sulle aree costiere nord-orientali dell’isola di Luzon, causando forti mareggiate sulle aree litoranee particolarmente esposte alla componente settentrionale. Poco più ad ovest, a Itbayat, il vento medio sostenuto da N-NO ha oltrepassato i 65 km/h, con raffiche prossime ai 90-100 km/h, che stanno polverizzando la debole pioggia che ormai cade interamente in orizzontale, con una conseguente forte riduzione della visibilità orizzontale.
La pressione dovrebbe sprofondare sotto i 1000 hpa, per poi risalire altrettanto rapidamente nella giornata di domani, allorquando il super tifone si muoverà sul mare ad est dell’isola-stato di Taiwan. Durante la giornata di domani, invece, “Jelawat” dovrebbe cominciare a ripiegare più verso nord, transitando come un vigoroso tifone di 3^ categoria nel tratto di oceano ad est dell’isola-stato di Taiwan, a debita distanza. Il suo passaggio dovrebbe causare una intensificazione della ventilazione settentrionale, in genere da NE e N-NE, sulle coste orientali di Taiwan, con forti raffiche nelle aree maggiormente esposte. Pur rimanendo in pieno oceano, durante la giornata di venerdì, “Jelawat” rischia di passare molto vicino agli arcipelaghi presenti a nord-est di Taiwan, in particolare sulle isole Sakishima che potrebbero fare i conti con la furia del ciclone, nato e cresciuto sopra le caldissime acque superficiali del mar delle Filippine.
Con molta probabilità il tifone raggiungerà questi arcipelaghi già parecchio indebolito, probabilmente alla 3^ o 2^ categoria, con venti medi sostenuti però molto forti e impetuosi, oltre i 140-150 km/h attorno l’occhio, che potranno cagionare molti danni alle abitazioni e tanti disagi. Da non sottovalutare pure gli effetti delle mareggiate che potrebbero risultare molto intense, con ondate alte più di 5-6 metri. Sabato il fronte occidentale di “Jelawat” potrebbe coinvolgere diverse isole delle Ryùkyù, causando una notevole intensificazione della ventilazione dai quadranti settentrionali, da NE a Nord e NO, un incremento sensibile del moto ondoso e l’avvento di piogge e rovesci sparsi, a tratti anche intensi. Nei giorni successivi il tifone, superando i 25° 26° di latitudine nord, inizierà ad essere agganciato in quota dalle correnti occidentali delle medie latitudini, virando bruscamente verso nord-est, finendo su acque sempre più fredde che dovrebbero arrestare l’attività convettiva al suo interno, trasformandolo in una potente tempesta tropicale sui mari a sud-est del Giappone meridionale.
