Il tifone “Sanba” ha raggiunto le coste della Corea del Sud nella giornata di lunedì 17 Settembre come ciclone di 1^ categoria della Saffir-Simpson, portando dietro di se venti di tempesta, forti mareggiate che hanno flagellato le coste meridionali coreane, dove sono arrivate onde alte fino a 5-6 metri, e piogge molto intense, con cumulate di oltre i 100-130 mm in poche ore. I forti venti meridionali che seguivano la coda del tifone, di 1^ categoria, hanno prodotto intense mareggiate, con la formazione di grandi onde che sono andate ad abbattersi lungo le coste meridionali della Corea del Sud e sulle scogliere dei rispettivi arcipelaghi. Per fortuna il passaggio del tifone è stato molto rapido, evitando cosi di apportare piogge torrenziali sul settore orientale della Corea del Sud, mentre i forti venti medi sostenuti si sono gradualmente attenuati non appena l’occhio del tifone ha toccato la terra ferma. La tempesta, infatti, aveva acquistato una notevole velocità di spostamento, poiché si è incanalata in un letto di correnti meridionali nella media e alta troposfera che scorrevano lungo il bordo più occidentale di un robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale, con massimi sul Pacifico occidentale, a largo del Giappone meridionale.
Subito dopo aver attraversato il territorio sud coreano “Sanba” è stato declassato a tempesta tropicale, con venti medi sostenuti che sono scesi sotto la soglia degli 80-90 km/h, mentre le estese bande nuvolose che circondavano il sistema depressionario, ancora cariche di precipitazioni, hanno buttato forti piogge e intensi rovesci di pioggia. A Sokcho, in poche ore, sono caduti oltre 137 mm di pioggia nelle 24 ore, almeno 136 mm si sono registrati nella città di Kangnung, mentre un accumulo finale di oltre 120 mm si è avuto nella stazione di Chunchon. Gli accumuli maggiori però si sono archiviati in alcune località nel settore orientale della Corea del Sud, dove le cumulate hanno superato anche picchi di 150 mm. I rovesci non hanno risparmiato, ovviamente, neppure la capitale Seoul che ha ricevuto soli 71 mm. Malgrado qualche allagamento e qualche disagio per le forti raffiche di vento e le mareggiate, il passaggio di “Sanba” non ha avuto gravi conseguenze sul territorio della Corea del Sud. Il tifone, declassato ormai in una tropical storm carica di piogge e rovesci, si è poi mosso rapidamente verso il settore orientale della Corea del Nord, dove le sue bande nuvolose hanno dato luogo a veri e propri nubifragi, accompagnati da venti intensi, prima dai quadranti orientali per poi ruotare più da NE, da Nord ed infine da NO, con accumuli pluviometrici abbastanza ingenti, specie in quelle località ove l’orografia amplifica i carichi precipitativi per l’effetto sbarramento (“stau”). Le piogge più forti hanno colpito le coste orientale della Corea del Nord, affacciate sul mar del Giappone, e le aree montuose più interne. Tra gli accumuli più significativi segnaliamo i 137 mm registrati dalla città di Changjon, che sommati ai 22 mm del giorno precedente, arrivano ad un totale di ben 159 mm.
Sempre in Corea del Nord sono notevoli pure i 109 mm caduti Kimchaek e i 99 mm di Sinpo, dopo un intero lunedì di piogge battenti. Da segnalare anche i 78 mm di Pungsan, ad oltre i 1200 metri di altezza. Le intense precipitazioni prodotte dal passaggio di “Sanba”, che da tempesta tropicale si è ridotto in una semplice depressione tropicale, con una circolazione ciclonica ancora ben strutturata alle varie quote, ha causato allagamenti anche nelle località della Corea del Nord orientale, con il rapido ingrossamento di molti corsi d’acqua. Dopo aver scaricato forti piogge e autentici nubifragi sulla Core del Nord, come previsto, “Sanba”, perdendo gran parte della sua energia, allo status di depressione tropicale si è velocemente mossa verso nord, impattando sulla provincia montuosa cinese del Jilin, nella parte nord-orientale della Cina, al confine con la Corea del Nord, dove ha scaricato forti piogge e rovesci, con fenomeni localmente intensi.
Penetrando sopra la provincia montuosa cinese del Jilin i resti di “Sanba”, ancora come tropical depression, hanno cominciato a dissiparsi per il venir meno dell’alimentazione umida marittima e il forte attrito esercitato dalle catene montuose che ha cominciato a disgregare la circolazione ciclonica, attiva solo nella media troposfera. Nella giornata di ieri, i rimasugli della depressione tropicale, consolidati soprattutto alle quote più alte, dallo Jilin si sono spinti verso il confine con l’estremo oriente russo, apportando forti rovesci di pioggia sull’estremo settore sud-orientale dell’est russo, in particolare l’area dove sorge l’importante città di Vladivostok che è stata completamente allagata dopo un intera nottata e una mattinata di piogge molto battenti, a tratti anche violente. Inevitabili i disagi per una città come Vladivostok che è stata paralizzata dagli allagamenti, con l’acqua che in alcuni quartieri ha superato il metro di altezza. In totale sulla città russa sono caduti fino a 108 mm a fine evento, un quantitativo veramente molto ingente, che è di poco inferiore alla media pluviometrica mensile. Almeno dieci le strade chiuse al traffico, mentre nella regione 1.300 di abitazioni sono rimaste senza elettricità. Durante il passaggio dei resti di “Sanba” su Vladivostok la pressione è scivolata fino ad un minimo di 992 hpa, mentre il vento si è disposto da Nord e N-NE, per poi piegare più da N-NO, NO e successivamente da O-NO, calmandosi solo dalla serata. Quel che rimane dell’ex tifone “Sanba” ormai è un vortice ciclonico nella media troposfera, con un nocciolo freddo in quota di -20° alla quota di 500 hpa, che verrà successivamente assorbito da una più ampia goccia fredda localizzata a ridosso dell’altopiano di Stanovoj. Questa goccia fredda, attualmente posizionata col proprio perno attorno la regione del lago Bajkal, dovrebbe muoversi gradualmente verso est, inglobando i rimasugli di quello che fino a qualche giorno fa era il ciclone tropicale più profondo mai osservato sulla Terra in questo 2012.
