Incredibili nubifragi hanno colpito il deserto del Nevada, fino a 140 mm in poche ore; allagata pure Las Vegas

Las Vegas allagata dal temporale dell'11 Settembre

Per molte aree di California, Nevada e Arizona l’inizio del mese di Settembre si è rilevato insolitamente piovoso, tanto che in alcune località è stato eguagliato persino il record pluviometrico mensile con un solo evento temporalesco. Difatti, negli ultimi giorni, una serie di piogge, rovesci e temporali, anche di moderata o forte intensità, hanno colpito lo stato del Nevada e l’interno del deserto californiano, in netto anticipo rispetto alla tradizionale tabella di marcia che vede le prime piogge arrivare solitamente ad autunno inoltrato, quando la “Jet Stream” si abbassa di latitudine, pilotando verso il sud-ovest degli States i resti di sistemi frontali e vecchie circolazioni depressionarie provenienti dal Pacifico settentrionale (specie negli anni di “El Nino”, quando il “getto” è ben stirato). Lo scorso martedì 11 Settembre (data purtroppo molto viva nel cuore degli americani) un forte temporale si è abbattuto pure sulla città di Las Vegas, scaricando intensi rovesci di pioggia, accompagnati da una attività elettrica moderata o forte, che hanno creato inevitabili allagamenti, data l’impossibilità del terreno desertico (secco e impermeabile) di drenare in tempo tutta quella quantità d’acqua caduta. Il temporale ha avuto inizio intorno le 12:40 PM per terminare intorno le 03:00, con gli ultimi scrosci di pioggia, mentre il fronte si allontanava verso est, sul deserto del Mojave. Prima del passaggio temporalesco su Las Vegas la ventilazione era di tipo meridionale, per poi iniziare a piegare più da Est non appena è sopraggiunto il temporale.

Durante i rovesci temporaleschi ha poi ruotato dapprima da NO e successivamente da Nord, con raffiche fino a 42.6 km/h registrate dalla stazione del vicino aeroporto. Notevole anche il calo termico dopo il passaggio del temporale che ha allagato la capitale dei casinò. Alle 12:40 PM il termometro si era impennata sopra i +30°, per crollare ai +20° delle 02:00 PM, durante l’arrivo dei rovesci di pioggia più intensi. In poche ore, vicino l’area di Las Vegas, il temporale è riuscito a scaricare un quantitativo di pioggia compreso fra i 30 mm e i 40 mm, un valore davvero molto considerevole per una zona desertica. Inevitabili le ripercussioni su una città del calibro di Las Vegas, conosciuta in tutto il mondo per la sua vita notturna, i tanti locali e i casinò più prestigiosi del pianeta. I forti rovesci hanno allagato le principali strade, creando notevoli rallentamenti alla circolazione stradale. Alcuni automobilisti sono rimasti in panne all’interno delle loro autovetture, soprattutto nei punti più bassi e nei sottopassaggi della city. Rallentamenti e tanti disagi pure al traffico aereo. Ma l’area maggiormente colpita dai forti temporali e dai rovesci di pioggia, talora molto intensi, è stata sembra ombra di dubbio quella della Coachella Valley, nello stato del Nevada, dove si sono sviluppati dei sistemi temporaleschi a mesticala che nel giro di una notte hanno scaricato l’intero quantitativo di pioggia che solitamente può cadere in un intera annata.

Localmente, nella parte più meridionale della Coachella Valley, i nubifragi avrebbero scaricato a terra oltre 100 mm d’acqua, determinando improvvise inondazioni che hanno messo sott’acqua intere cittadine. Per fortuna non si ha notizie di vittime o feriti, ma solo molti danni materiali ad aziende e proprietà private completamente allagate. Si tratta di un evento meteorologico davvero estreme per delle aree caratterizzate dal clima desertico, o meglio sub-desertico, con un regime di appena 100-150 mm annui. Le città più colpite sono quelle di Mecca e Thermal, dove i forti temporali hanno fatto registrare delle cumulate veramente eccezionali per l’intera regione. Basti pensare che una stazione meteorologica, vicino la città di Mecca, in poche ore ha accumulato un quantitativo d’acqua di oltre 140 mm. A Thermal ne sono caduti circa 82 mm. I forti temporali che hanno colpito le aree desertiche della California interna e del Nevada sono da attribuire al passaggio di un sistema frontale, con annesso fronte freddo, proveniente dal Pacifico settentrionale e sospinto dall’intenso “Jet Stream” in quota verso il sud-ovest degli USA. Il sistema frontale in questione ora si muove in direzione del Texas e del Kansas, portandosi verso gli stati centrali degli Stati Uniti, andandosi a legare con un più esteso fronte freddo, che si muove verso est, legato ad un’area depressionaria centrata sulla regione dei Grandi Laghi. Il transito del fronte freddo sopra le grandi pianure centrali degli USA, colpite da una delle più gravi siccità degli ultimi 50 anni, dovrebbe dare innesco a nuovi forti temporali, per il contrasto con l’aria più calda e umida preesistente sopra le pianure centro-orientali, che dovrebbero colpire nelle prossime ore il nord del Texas e gran parte degli stati centro-orientali, dall’Alabama fino al Massachusetts.