Inizia il peggioramento al nord, situazione da monitorare al centro/sud per una probabile persistenza dei fenomeni; scopriamo il perchè

Ecco la perturbazione numero 2 che raggiunge le regioni settentrionali, domani traslerà al meridione, originando una fase di forte instabilità acuita dall'energia sprigionata dalle calde superfici dei mari

Dopo la pausa soleggiata e sub-estiva dei giorni scorsi sull’Italia sta per arrivare la perturbazione numero 2 della stagione autunnale, che nei prossimi giorni determinerà un brusco peggioramento delle condizioni meteorologiche su gran parte delle regioni centro-meridionali, incluse le isole maggiori, con rovesci e temporali sparsi. Tutta colpa di un progressivo indebolimento dell’anticlone oceanico che è stato costretto a ritirarsi in direzione del vicino Atlantico, mentre al contempo l’ampia circolazione depressionaria extratropicale, posizionata con un minimo barico al suolo pronto a scendere sotto i 985 hpa a largo delle coste centrali norvegesi, tenderà ad approfondirsi nelle prossime ore, venendo ben alimentata dal passaggio del ramo principale del “getto polare” che esce dal Canada orientale. L’approfondimento di questa circolazione ciclonica sul mar di Norvegia sta avendo importanti ripercussioni su tutto il settore europeo centro-occidentale per l’affondo di un asse di saccatura, molto ben strutturato in quota, che estenderà i propri tentacoli fino al bacino centrale del Mediterraneo, dove favorirà l’isolamento di una “goccia fredda” in quota pronta ad evolvere in “CUT-OFF” sul basso Tirreno. Nei bassi strati, la profonda area ciclonica in azione sul mar di Norvegia, è accompagnata da una esteso sistema frontale che vede un vasto fronte freddo, che dalla penisola Scandinava si dirama fino alle Alpi, poggiando buona parte della nuvolosità sui versanti nord-occidentali ove sono in atto delle nevicate oltre i 1900-2000 metri. Quest’ultimo, pronto a valicare l’arco alpino centro-occidentale entro la serata, è preceduto da una “Warm Conveyor Belt” di tipo “Rearward” (l’area nuvolosa che si confonde in gran parte con la nuvolosità del fronte freddo), responsabile delle piogge e dei forti rovesci che in mattinata hanno colpito diverse aree dell’alta Lombardia, alto Veneto e il Friuli, dove si stanno verificando anche dei fenomeni temporaleschi inaspriti dall’afflusso in quota di masse d’aria più fredde sospinte dall’avanzamento della saccatura nord oceanica verso l’Italia centro-settentrionale.

Ma il clou del peggioramento entrerà nel vivo nelle prossime ore, allorquando l’aria fredda, da nord-ovest, che fa seguito al fronte freddo, che a breve attraverserà le regioni settentrionali dando luogo a nuovi rovesci e temporali sparsi che risulteranno intensi sul Triveneto, impatterà sui versanti settentrionali delle Alpi. Il “gradiente barico” che si verrà a determinare tra i due versanti delle Alpi (quello estero settentrionale avrà pressione più alta per l’arrivo dell’aria fredda, mentre quello meridionale italiano riscontrerà una pressione più bassa) costringerà l’aria fredda ad aggirare l’ostacolo alpino lateralmente, traboccando dalle famose porte del Rodano (Maestrale) e del golfo di Trieste (Bora). L’ingresso dell’aria fredda negli strati medio bassi causerà un incremento dell’instabilità “baroclina” sulle regioni settentrionali, favorendo lo sviluppo di un minimo barico orografico sul golfo di Genova, sottovento alle Alpi. Come capita spesso, quando un intenso sistema frontale è costretto a superare la barriera orografica eretta dalle Alpi occidentali, nella parte inferiore del fronte, che spezzandosi finisce tra mar Ligure e mar di Corsica, si forma una ampia ondulazione, favorita anche dai forti “venti di Rimbalzo” (ossia i forti venti di Mistral che uscendo a ventaglio dalla valle del Rodano urtano i monti della Corsica nord-occidentale e piegano verso nord-est, risalendo la costa del levante ligure come intensi venti di Libeccio e Ostro che raggiungono il golfo di Genova), che può portare alla formazione di un minimo barico orografico secondario attorno il golfo di Genova.

La formazione di questa particolare area di bassa pressione orografica, come in questo caso, è maggiormente agevolata se sul bacino centrale del Mediterraneo (in particolare sul Tirreno e mar Ligure) circolano masse d’aria sub-tropicali (pre-frontali) molto umide e calde, con una componente libecciale. Queste condizioni, appena enunciate, con il successivo sviluppo della ciclogenesi nei bassi strati, favoriranno dalla prossima serata/notte una estensione della fenomenologia, con le annesse piogge, rovesci e temporali, dal Triveneto alle regioni centrali. Proprio qui l’e umide correnti sud-occidentali pre-frontali attivate dalla nuova ciclogenesi spingeranno aria molto umida e instabile in direzione della Toscana, del Lazio e dalla nottata pure in Campania, dove si potranno verificare dei fenomeni temporaleschi di forte intensità, che acquisteranno grande vigore acquistando tanta energia potenziale dal mar Tirreno, che in questo periodo rimane molto caldo in superficie. Sulle regione settentrionali, tranne il Triveneto dove insisteranno dei rovesci fino alla mattinata di domani, si dovrebbe verificare un miglioramento dalla nottata, con l’ingresso di più temperati venti di “Foehn” che puliranno i cieli del Piemonte e della Lombardia, rendendoli sereni o poco nuvolosi.

L'asse di saccatura nord oceanico che affonda dal mar di Norvegia

Sulle regioni centrali e meridionali invece dalla mattinata di domani il tempo andrà bruscamente a peggiorare a causa dell’azione congiunta della ciclogenesi orografica nei bassi strati, che verrà spinta dalle correnti nord-occidentali in quota verso il basso Tirreno, e dell’affondo della saccatura in quota che lascerà in eredità una goccia fredda in quota, pronta ad evolversi in un insidioso “CUT-OFF” nella media troposfera, colmo di aria più fredda che contrasterà con l‘aria calda e umida preesistente sopra la calda superficie marina del Tirreno. L’effetto sinergico della circolazione a due livelli (“baroclina”), sommato ai notevoli scambi di calore tra mare e masse d’aria sovrastanti, determinerà una mutua amplificazione che si estenderà a tutta la colonna d’aria ed evolverà in una ciclogenesi strutturata nei medi e bassi strati, pronta ad andare alla deriva sulle regioni meridionali. Tale circolazione depressionaria che si verrà ad instaurare sul basso Tirreno renderà l’atmosfera marcatamente instabile su tutto il centro-sud peninsulare e su parte delle due isole maggiori, favorendo la costruzione di estesi e spessi ammassi nuvolosi che potranno scaricare importanti carichi precipitativi su varie aree, specie fra Campania, Abruzzo, Molise e Calabria. Ma piogge e temporali localmente intensi possono colpire anche l’est della Sardegna, il nord della Sicilia, la Puglia e la Basilicata, tra domani e la giornata di venerdì. Ma un altro fattore che potrebbe acuire gli effetti della perturbazione numero 2 di Settembre riguarda il temporaneo ricompattamento del vortice polare in sede artica, previsto proprio a partire dalla giornata di domani.

Il taglio dell’asse di saccatura, operato dalla spinta zonale dell’alta pressione delle Azzorre, che spingerà i propri elementi orientali verso l’Europa centrale, inglobando pure le regioni settentrionali, accelererà il processo di "CUT-OFF" sul basso Tirreno

Il rafforzamento del vortice polare alle latitudini artiche favorirà una intensificazione dell’umido flusso occidentale (“Westerlies”) tra il nord America e l’Atlantico settentrionale, agevolando cosi una conseguente distensione zonale dell’anticiclone oceanico, che allungandosi verso la Mitteleuropa andrà a tagliare l’asse di saccatura che affonda le proprie basi sui mari italiani. Il taglio dell’asse di saccatura, operato dalla spinta zonale dell’alta pressione delle Azzorre, che spingerà i propri elementi orientali verso l’Europa centrale, inglobando pure le regioni settentrionali, accelererà il processo di “CUT-OFF”, isolando dal flusso perturbato principale il vortice depressionario sul basso Tirreno, il quale proseguirà a rendere il tempo marcatamente instabile, se non pure perturbato, su buona parte delle regioni meridionali, con rovesci e temporali sparsi che coinvolgeranno quasi l’intero sud Italia. Alcuni di questi fenomeni potrebbero risultare molto intensi, visto i notevolissimi contrasti termici sulla verticale, tra le calde acque del basso Tirreno e l’aria più fredda presente in quota, all’interno del “CUT-OFF”. Tali contrasti genereranno intensi moti convettivi che alimeteranno lo sviluppo di numerose “Cellule temporalesche marittime”, specie sul settore orientale del basso Tirreno. L’instabilità dovrebbe proseguire almeno fino al weekend, con piogge, rovesci e temporali più probabili tra Campania meridionale, Calabria, Sicilia occidentale, Basilicata e Puglia.