La previsione numerica al Cosmo meeting

L’attività che ruota intorno alla modellistica numerica previsionale è complessa e onerosa, anche in termini di risorse umane, a tal punto che i vari paesi hanno sentito la necessità di collaborare, organizzandosi in consorzi di servizi meteo europei. Attualmente si contano quattro consorzi nell’Eumetnet  europeo: Aladin, Cosmo, Hirlam e Ukmo.
Il Servizio IdroMeteoClima di Arpa, tramite un accordo con il servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare, partecipa alle attività di Cosmo, che coordina lo sviluppo e la gestione operativa dell’omonimo modello da parte dei paesi aderenti al consorzio.

Al meeting di Lugano si sono incontrati circa un centinaio di collaboratori dei servizi meteo europei del consorzio, che, lavorando anche in sessioni parallele tematiche, si sono confrontati sui risultati ottenuti con i modelli nello scorso anno e hanno definito i dettagli dei programmi di lavoro per l´anno prossimo.
Anche quest´anno, attraverso l’analisi comparata dei vari sistemi previsionali, si è constatato che le applicazioni operative nazionali di Cosmo sono in linea con gli standard di qualità europei.

Attualmente i paesi membri del consorzio utilizzano applicazioni di Cosmo con una risoluzione orizzontale di 7, 2.8 e 2.2 km. Applicazioni a più alta risoluzione (dell´ordine del singolo km) sono in fase di sperimentazione. Non basta, infatti, essere in grado di eseguire previsioni a 1 km di risoluzione con le tecnologie disponibili, ma bisogna fare delle valutazioni serie sulla qualità del prodotto prima di renderlo operativo e, soprattutto, prima di disseminarlo.

Le verifiche sui modelli servono ad accertare la “confidenza”, ovvero il grado di attendibilità degli output dei modelli che non sempre, almeno in fase iniziale, migliora all’aumentare della risoluzione. Il lavoro del modellista meteorologico consiste proprio nel testare i modelli e introdurre eventuali correttivi, per riuscire a ridurre il margine di errore nella previsione numerica.

L’output prodotto da un qualsiasi modello, soprattutto se ad alta risoluzione, dovrebbe comunque essere sempre interpretato dal previsore e non diffuso come dato automatico, perché i modelli sono affetti da errore e solo un previsore esperto può analizzare e interpretare le previsioni numeriche in modo adeguato, migliorando la qualità della previsione.

Disponibile qui l’intervista realizzata dalla tv svizzera ai meteorologi/modellisti del Servizio IdroMeteoClima di Arpa Emilia-Romagna in occasione del Cosmo meeting.

da http://www.arpa.emr.it/