"Borneo Vortex" in fase di sviluppo lungo le coste occidentali dell'isola
Il cosiddetto “Borneo Vortex” è un vortice di bassa pressione orografico che nel periodo invernale (inverno boreale) si forma, in determinate condizioni sinottiche, a ridosso delle coste del Borneo occidentale. A causa della mancanza dell’effettodi Coriolis vicino all’equatore, la formazione di vortici depressioni e di cicloni, per instabilità “baroclina” e “barotropica” in precedenza era considerata impossibile. Non per caso le depressioni e i cicloni tropicali che si sviluppano lungo le basse latitudini iniziano a svilupparsi solo al di sopra dei 10° di latitudini nord e sud. Solo occasionalmente, in circostanze alquanto rare, si sono osservati dei sistemi depressioni tropicali attorno gli 8° 9° di latitudine. Tuttavia non mancano le eccezioni, specie se di mezzo si intromette l’azione orografica. Questo è il caso del vortice ciclonico orografico, meglio noto dai meteorologi malesi e cinesi come il “Borneo Vortex”, che appare ogni inverno lungo la costa nord-occidentale del Borneo ed è mantenuto dai freschi e tesi venti monsonici da N-NE che vanno ad interagire con la topografia locale dell‘isola, caratterizzata da rilievi piuttosto elevati che superano pure i 4000 metri (su tutti il monte Kinabalu, la più alta vetta del sud-est asiatico, nella regione di Sabah, supera i 4095 metri di altezza). Durante l’inverno boreale i venti monsonici da NE e N-NE (Monsone invernale), attivati dal “grandiente barico” che si instaura fra l’anticiclone termico tibetano e il regime di basse pressioni equatoriali che arretra verso l’oceano Indiano meridionale e le isole dell’Indonesia, discendono dall‘entroterra indo-cinese in direzione del mar Cinese Meridionale, dove possono spirare anche in modo burrascoso.
Dopo essere transitati sopra il mar Cinese Meridionale, umidificandosi sensibilmente, i venti monsonici dai quadranti settentrionali si dirigono in direzione delle coste del Sabah, nel nord del Borneo, tendendo ad impattare con i rilievi interni dell’isola, ruotando in senso antiorario attorno le coste di questa. Una volta oltrepassato l’equatore la ventilazione da Nord tende a ruotare più da Ovest e O-NO, originando cosi un vortice orografico lungo le coste nord-occidentali, nella regione del Sarawak, nel Boreo occidentale. Ciò capita soprattutto quando l’intensa ventilazione da N-NE, proveniente dall’entroterra della Cina, spira verso le coste orientali della penisola malese di Malacca, raggiungendo le coste più orientali di Sumatra fino alla zona dell’equatore geografica. In prossimità dell’equatore i venti settentrionali, per effetto della rotazione terrestre, sono costretti a piegare verso O-NO e Ovest sullo stretto di Karimata, per spirare in direzione delle coste del Borneo occidentale, dove la ventilazione più occidentalizzata tende ad impattare contro i monti Schwaner girando più da SO e da Sud poco a nord della città di Pontianak. Questo particolare tipo di circolazione, quando persiste per più giorni, genera questo particolare vortice depressionario orografico, ben presente nei bassi strati e riscontrabile pure dalle carte dei venti a 850 hpa. In genere la sua formazione è associata allo sviluppo di un’area di profonda convezione, con forti moti ascensionali che danno luogo a intensi sistemi temporaleschi in grado di scaricare piogge di carattere torrenziale.
Spesso il vortice del Borneo rimane vicino alla costa, e in un’analisi di 51 inverni, solo sei di questi hanno segnalato il vortice sulle acque equatoriali per quattro giorni o poco più. Poiché l’area del Mar Cinese Meridionale, tra il Borneo e Singapore, è larga solo 665 km (415 miglia), il vortice ha bisogno di muoversi molto lentamente per potersi sviluppare e approfondire. Un aumento persistente del vento da Nord e N-NE per più di cinque giorni, che è necessario per aumentare il vortice, è presente, in media, nove giorni in ogni inverno. A causa dell’intensa convenzione associata allo sviluppo del “Borneo Vortex” aumentano le probabilità per l’insorgenza di un disturbo tropicale, anche se le possibilità che quest’ultimo possa trasformarsi in un ciclone tropicale è compresa tra il 10% 30 %. Pertanto, le condizioni che hanno portato alla formazione di “Vamei”, l’insolito tifone nato in prossimità dell’equatore (tra le coste del Borneo occidentale e Singapore) nel Dicembre del 2001, si ritiene che si possano originare una volta ogni 100-300 anni. Recenti studi, condotti da climatologi cinesi, malesi ed inglesi, hanno dimostrato che la formazione del “Borneo Vortex” è direttamente correlata con l’andamento dell’indice AO(oscillazione artica) e con lo stato di salute del grande anticiclone termico siberiano che proprio in questo periodo inizia a prendere forma sopra le gelide lande della Siberia centro-orientale, allungandosi sino al nord della Cina (anticiclone continentale cinese) e alla Mongolia, con importanti ripercussioni sulla circolazione troposferica su scala planetaria lungo l’emisfero boreale. Inoltre, questa sconosciuta area di disturbo equatoriale, spesso provoca una brusca esplosione dell’attività convettiva tra Indonesia e Malesia, per l’innesco di una forte area di vorticità positiva, determinando alle volte intense fasi precipitative che possono causare gravi inondazioni in tutto il sud-est asiatico, soprattutto durante gli anni di forte “Nina”.