L’ITCZ ha mantenuto una posizione molto elevata sull’Africa occidentale scaricando intense piogge fin sul Sahara; in Atlantico il monsone africano sembra “traslare verso ovest”

Si nota il posizionamento fin troppo avanzato dell'ITCZ sull'Africa occidentale, oltre il 20° di latitudine nord

Anche sul finire del mese di Agosto l’ITCZ, il cosiddetto “fronte di convergenza intertropicale”, ha mostrato un posizionamento piuttosto avanzato rispetto la tradizionale media climatologica del periodo. Durante il periodo compreso fra il 21 e il 31 di Agosto il settore più occidentale dell’ITCZ ha presentato il suo massimo posizionamento settentrionale lungo il fronte africano, risalendo fino i 20.4° di latitudine nord. Una posizione di circa 1° al di sopra della media climatologica per la fine di Agosto. L’anomalo avanzamento dell’ITCZ verso nord, fino al 20° di latitudine nord, è stato associato a precipitazioni, in genere in forma di rovescio o temporale, insolitamente intense e persistenti per buona parte del Mali e della Mauritania meridionale, dove si sono originati dei “Cluster temporaleschi” molto intensi. Piogge e temporali, con cumulate di oltre 40-50 mm, si sono verificate anche sul Mali e sulla Mauritania centrale, con sconfinamenti fino in pieno deserto. Delle piogge e dei temporali, con accumuli compresi fra i 10 mm e i 25 mm, hanno interessato il nord-est del Mali e l’estremo sud del deserto algerino, poco a sud del massiccio montuoso dell’Ahaggar, dove sono giunti gli umidi impulsi marittimi pilotati dal “Monsone di Guinea” che hanno contrastato con i più caldi e secchi venti orientali (in genere da E-NE) dominanti sopra il Sahara occidentale. La formazione di locali linee di convergenza venti, fra le masse d’aria umida provenienti dall’Atlantico sub-equatoriale e quelle molto più calde e secche che hanno attraversato la regione sahariana, ha dato origine a queste “Cellule temporalesche” che sono riuscite a sconfinare anche in pieno deserto, scaricando preziose precipitazioni in aree dove solitamente, per vedere una sola goccia d’acqua, occorrono molti mesi se non addirittura anni.

Tali influenze umide, in risalita dall’area di Guinea, possono spiegare l’insorgenza dell’insolita attività convettiva riscontrata in questi ultimi giorni sopra il Sahara occidentale, fra Mauritania, Mali, Niger e sud dell’Algeria. Discorso diverso va fatto per il settore orientale dell’ITCZ lungo il fronte africano, che a differenza di quello occidentale, si è mantenuto intorno la media climatologica del periodo, sui 16.8° di latitudine nord, senza grosse variazioni. Soprattutto nell’ultima decade di Agosto il settore dell’ITCZ, lungo il fronte africano, ha sperimentato una più veloce discesa verso l’equatore, in particolare su molte parti del Sudan e nell’est del Ciad. Tale arretramento del “fronte intertropicale” è da imputare ad una intensificazione delle calde e secche correnti nord-orientali tra il deserto egiziano, il nord del Sudan e il Ciad settentrionale. Il graduale rinforzi dei venti nord-orientali sul Sahara orientale, alimentati da una temporanea intensificazione degli “Etesii” (o Meltemi) fra il mar Egeo e il Mediterraneo centro-orientale, ha costretto all’arretramento il flusso umido portato dai venti meridionali legati all’ampia circolazione del “Monsone di Guinea”, che di conseguenza ha perso posizioni rispetto alla meta di Agosto, riversando intensi rovesci e temporali solo tra l’altopiano etiope e il South Sudan, dove quest’anno la stagione delle piogge è risultata molto più intensa del normale, con frequenti allagamenti e inondazioni nell’area del Darfur, già sconvolta da anni di guerre fratricide fra il governo sudanese e i ribelli cristiani del sud.

Ma precipitazioni zenitali ben oltre le medie si sono registrate un po’ ovunque sull’Africa sub-sahariana, incluso il Ciad centro-meridionale e il sud del Niger, dove si sono verificate delle inondazioni, mentre molti fiumi e corsi d’acqua in piena hanno provocato delle esondazioni. Nel corso dei prossimi giorni l’ITCZ dovrebbe iniziare ad arretrare verso sud, in maniera anche vistosa lungo il fronte dell’Africa occidentale. Nel frattempo la stagione estiva che volge al termine è stata caratterizzata da una anomalia della circolazione atmosferica, legata al “Monsone di Guinea”, che in questi mesi si sarebbe spostata più verso ovest, influenzando maggiormente con i sostenuti venti meridionali la fascia dell’Atlantico equatoriale fino alle antistanti coste brasiliane. La sostenuta ventilazione da S-SE e da Sud, spingendosi a nord dell’equatore, oltre i 10° 12° di latitudine nord, ha fortemente inibito il flusso dell’Aliseo di NE, con l’insorgenza di vaste aree di “Calme equatoriali” (con venti convergenti sulla parte centrale dell’Atlantico) che hanno alimentato lo sviluppo delle ciclogenesi tropicali dirette verso la fascia caraibica o l’Atlantico tropicale. Fra queste ciclogenesi va ricordata la nascita di “Isaac” che si è formato sopra l’Atlantico centrale, per poi piegare in direzione delle Piccole Antille e virare verso nord-ovest, passando tra l’isola di Hispaniola, la parte est di Cuba prima di effettuare il “landfall” definitivo nella Lousiana, nei pressi di New Orleans.