L’uragano “Leslie” si avvicina alle Bermuda puntando la costa canadese, in Atlantico “Michael” raggiunge la 3^ categoria

L'uragano "Leslie" a sud delle Bermuda

Continua a rimanere intensa l’attività delle tempeste in Atlantico. Al momento l’uragano “Leslie” continua a rimanere quasi stazionaria a sud dell’isola di Bermuda. La tempesta rimane bloccata su un’area con un sostenuto “Wind Shear” che sta ostacolando il suo sviluppo. I forti venti in quota, che spirano da Ovest e O-SO, hanno spinto masse d’aria più secca a ovest di “Leslie”. Parte dell’aria secca la scorsa notte è entrata nel nucleo della tempesta la scorsa notte, erodendo gli l’occhio di “Leslie“. Nonostante il vento di taglio in quota le ultime moviole satellitari mostrano che “Leslie” sta tirando una banda curva di nubi temporalesche intorno al lato ovest del centro, nel tentativo di formare un nuovo occhio. Ma un altro fattore che sta inibendo sensibilmente l’uragano “Leslie” è il fenomeno dell’”Upwelling”, derivato dalla sua semi-stazionarietà. Il fenomeno, denominato “Upwelling”, si ottiene quando il ciclone tropicale ha un andamento molto lento (inferiore alle 4-5 miglia/orarie) o rimane pressoché semi/stazionario sopra un tratto di oceano, per oltre le 24-36 ore. In genere quando un ciclone rimane quasi stazionario sopra lo stesso tratto di mare rischia di subire un indebolimento. Questo perché i fortissimi venti di superficie prodotti dalla tempesta generano un consistente moto ondoso che agita la superficie dell’oceano, determinando “Upwelling”. L’”Upwelling”, di conseguenza, ha l’effetto di raffreddare la temperatura della superficie del mare su una superficie vasta anche più di 200-300 miglia. Tale raffreddamento delle acque oceaniche (SST) su cui insiste il ciclone tropicale può essere anche considerevole, facendo calare i valori termici sotto l’indispensabile soglia dei +27°, e determinando il rapido indebolimento del profondo sistema depressionario tropicale. Molti uragani e tifoni che sono rimasti semi/stazionari sopra lo stesso tratto di mare si sono indeboliti per poi dissiparsi completamente.

La tempesta, fino alla giornata odierna, dovrebbe rimanere bloccata nell’area con sostenuto “Wind Shear”, almeno fino alla giornata. Da domani qualcosa inizierà a cambiare grazie al passaggio di una circolazione depressionaria extratropicale che si dirigerà sulla East Coast degli USA, aspirando lungo il flusso pre-frontale l’uragano “Leslie” verso nord e successivamente più verso nord-nord/est, verso l’Atlantico. Questo canale di correnti dai quadranti meridionali attivato dal sistema di bassa pressione, in transito sulla costa orientale degli Stati Uniti, riuscirà a far uscire la tempesta dall’area di intenso “Wind Shear”, spingendola verso nord. Fortunatamente sembra che “Leslie”, fra domani e domenica, si sposterà più verso nord-nord/est, influenzando solo marginalmente, con il suo lato sinistro, le Bermuda, che comunque risentiranno di intensi venti dai quadranti settentrionali, con associati rovesci di pioggia ed un consistente moto ondoso sul mare che le circonda. Già in queste ore sostenuti venti da Nord e N-NO stanno investendo le Bahamas, mentre le stazioni di alcune boe oceanografiche, poste a nord-est dell’arcipelago, stanno già entrando dentro le tempeste di “Leslie”, registrando venti medi sostenuti fino a 90 km/h da N-NE.

"Leslie" mentre viene risucchiato verso nord da una depressione extratropicale sull'East Coast

Dalla tarda serata di oggi l’uragano dovrebbe uscire dalla zona di intenso “Shear” finendo sopra più calde acque oceaniche, con valori di +29° +30°. Le acque superficiali più calde dovrebbero aiutare “Leslie” ad intensificarsi ulteriormente, tanto da fargli raggiungere lo status di uragano di 2^ categoria durante il passaggio più ravvicinato alle Bermuda. Entro la giornata di domenica “Leslie” rischia di divenire un uragano piuttosto grosso, accompagnato da forti venti che raggiungeranno l’intensità di tempesta tropicale su un’area estesa a circa 230 miglia dall’occhio centrale. La maggior parte dei modelli indicano ancora che “Leslie” rischia di fare “landfall” definitivo in Canada, ma più in direzione di Terranova e più distante dalla Nuova Scozia. Il modello GFS prevede un approdo giovedi presso a Terranova, ma il modello ECMWF vede il “landfall” nei pressi di Terranova già da martedì. Durante il passaggio a largo della East Coast l’uragano “Leslie” sarà in grado di spingere verso le coste orientali degli USA, dalla Virginia fino al Massachusetts, onde lunghe ben sviluppate, alte anche più di 3-4 metri, che potranno determinare intense risacche che inaspriranno il fenomeno dell’erosione costiera.

L'uragano "Michael" in Atlantico, per fortuna non rappresenterà alcuna minaccia per le aree costiere

“Michael” raggiunge la 3^ categoria diventando l’uragano atlantico più forte del 2012

Nel frattempo, in pieno Atlantico, a largo dell‘East Coast, troviamo l’uragano “Michael”, che nella giornata dell’altro ieri ha subito una rapida intensificazione nella giornata di mercoledì, fino a raggiungere la 3^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno raggiunto i 185 km/h, mentre la pressione centrale è sprofondata sotto i 965 hpa. “Michael” è cosi diventato il primo grande uragano atlantico dell’estate 2012. Attorno all’area perturbata, seppur le tempeste più violente siano circoscritte attorno l’occhio centrale visto le dimensioni ridotte del sistema, vengono sollevate onde alte più di 6 metri, molto insidiose per la navigazione marittima in pieno oceano. Le moviole satellitari peraltro mostrano che l’uragano è caratterizzato da una spirale ben definita che ha dato luogo ad un occhio centrale ben sviluppato. Le bande nuvolose spiraliformi al suo interno tendono ad autoalimentarsi passando sopra il mare piuttosto caldo, con una convezione ben sviluppata lungo tutti i lati della struttura vorticosa. Il deflusso alle quote superiori è ben collaudato, segno della maturità dell’uragano. Per fortuna la tempesta anche nei prossimi giorni rimarrà ancorata in mare aperto, senza rappresentare alcun tipo di minaccia per le terre emerse. Entro la giornata odierna “Leslie” dovrebbe muoversi verso nord-nord/ovest, andando progressivamente a perdere un po’ di forza, venendo declassata a uragano di 2^ categoria in pieno Atlantico occidentale. Entro il weekend “Michael” dovrebbe tornare alla 1^ categoria della Saffir-Simpson.