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L’uragano Nadine continua a stupire: mercoledì rischia di abbattere il record di longevità per un ciclone tropicale atlantico
Continua a stupire la storia di “Nadine”, l’incredibile sistema ciclonico tropicale che da più di due settimane insiste sulle acque dell’Atlantico orientale, nel tratto di oceano compreso fra le isole Azzorre, l’isola di Madeira e le Canarie ad est. La tempesta tropicale, resistendo ai vari attacchi delle più fredde masse d’aria di origine nord atlantica che scivolano ad ovest delle coste lusitane, è riuscita a rigenerarsi per più volte, proteggendo il “core caldo” interno, che rappresenta il fulcro dell’intera struttura depressionaria di tipo tropicale. Nella giornata di venerdì “Nadine” ha invertito, per l’ennesima volta, la sua rotta, virando nuovamente verso est, in pieno oceano, su acque superficiali un po’ più calde, con valori di temperature potenziali intorno i +24°C +25°C. Questo nuovo cambio di rotta è servito ad allungare la “vita” al sistema tropicale, che spingendosi nuovamente su acque più calde ha ritrovato le condizioni adatte per rigenerare l’attività convettiva, con lo sviluppo di diversi nuclei temporaleschi che iniziavano ad invorticarsi attorno al minimo barico centrale, che secondo gli ultimi aggiornamenti sarebbe scesa già sui 979 hpa, trasformando la tropical storm in uragano di 1^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che ormai superano i 130-140 km/h attorno la parte centrale della perturbazione.
Attualmente, gli ultimi loop dei satelliti, mettono in evidenza una notevole intensificazione dell’attività convettiva, con la formazione di estese bande nuvolose spiraliformi, tipiche di un uragano di 1^ categoria, ancora privo di occhio centrale. Ma “Nadine”, rigenerandosi ulteriormente, ora rischia di riuscire a battere il record di longevità. Nella giornata odierna, infatti, “Nadine”, divenendo un uragano di 1^ categoria, che insiste nel tratto di oceano a sud-ovest delle Azzorre, in pieno Atlantico, entrerà nel suo 19^ giorno di vita, riuscendo a divenire uno dei sistemi tropicali più longevi da quando si seguono le traiettorie dei cicloni tropicali nell’oceano Atlantico. Difatti, secondo un elenco compilato dal Dr. Phil Klotzbach, della Colorado State University, “Nadine” nella giornata di oggi, arrivando al 19^ giorno di vita, diventerebbe il quarto ciclone tropicale più longevo mai osservato sull’oceano Atlantico settentrionale negli ultimi 60 anni, superando persino tempeste tropicali ed uragani del calibro di “Inez”, “Kyle”, “Inga e “Bertha”. L’elenco stilato dal Dr. Phil Klotzbach è il seguente;
“Ginger”, 1971: 21,2 giorni
“Carrie”, 1957: 19,5 giorni
“Alberto”, 2000: 19,2 giorni
“Nadine”, 2012; 19 giorni
“Bertha”, 2008: 17 giorni
“Inga”, 1969: 17 giorni
“Kyle”, 2002: 16,7 giorni
Di questo passo il sistema veramente rischia di sradicare i record detenuti da “Carrie” e “Ginger”, divenendo cosi entro mercoledì il ciclone tropicale più longevo fino ad ora osservato su tutto il bacino dell’Atlantico, in questi ultimi 60 anni (dal 1950 ad oggi). Un record davvero eccezionale, che sembra essere alla portata di “Nadine”, visto che la circolazione depressionaria tropicale dovrebbe continuare a mantenere lo status di uragano di 1^ categoria fino alla pomeriggio/sera di domani, insistendo nel tratto di oceano a ovest-sud/ovest delle Azzorre, in pieno Atlantico, sopra acque superficiali sufficientemente calde sopra i +24°C +25°C. Nella giornata di mercoledì, quando “Nadine” potrebbe attaccare e superare il record di “Ginger”, di massima durata di un ciclone tropicale sull’oceano Atlantico, la tempesta dovrebbe essere declassata nuovamente in una tropical storm, che dovrebbe progressivamente erodersi, ripiegando, indebolita, verso il mare delle Azzorre. Entro giovedì la perturbazione dovrebbe subire un ulteriore indebolimento, per ingerenze di aria più fredda che dovrebbe intaccare il sistema, riducendola in un profondo sistema depressionario strutturato soprattutto negli strati medio-bassi, assumendo caratteristiche più sub-tropicali (sistema ibrido) man mano che si avvicinerà alle Azzorre.