Marte: la polverizzazione catodica per spiegare l’evaporazione dell’atmosfera

Molti scienziati pensano che molto tempo fa, quando Marte possedeva un’atmosfera molto più densa di quella attuale, l’acqua liquida scorresse sulla sua superficie. Per qualche ragione, la maggior parte dell’atmosfera marziana sarebbe evaporata, disperdendosi nello spazio, non permettendone la presenza nemmeno ai giorni attuali. Nonostante i vari studi, non è stata ancora fornita una risposta plausibile al fenomeno. Uno dei modi possibili proposti, è un processo chiamato polverizzazione catodica, per il quale si ha emissione di atomi, ioni o frammenti molecolari da un materiale solido detto bersaglio (target) bombardato con un fascio di particelle energetiche. La polverizzazione fisica è guidata dallo scambio tra gli ioni e gli atomi nei materiali a causa delle collisioni, un processo che cambia le proprietà fisiche e chimiche dei corpi come gli asteroidi e la luna. L’atmosfera di Marte avrebbe potuto essere erosa dalle interazioni con il vento solare a causa della sua mancanza di campo magnetico. Il video qui in basso, fornito dal NASAExplorer, mostra MAVEN, la sonda della NASA che ci da un’idea più chiara di come Marte abbia potuto perdere la sua atmosfera. Il veicolo spaziale è dotato di otto diversi sensori e sarà il primo veicolo spaziale ad effettuare misure dirette dell’atmosfera marziana. Il suo lancio è previsto per il 2013, con una finestra di lancio compresa tra il 18 Novembre ed il 7 Dicembre, e sarà nell’orbita del pianeta rosso nel Settembre del 2014. Il veicolo orbiterà intorno al pianeta per circa un anno terrestre, al fine di fornire informazioni su come e quanto velocemente i gas atmosferici si perdano attualmente nello spazio, deducendo da questi studi dettagliati di quello che è potuto accadere in tempi remoti. I dati potranno quindi rivelare indizi sui cambiamenti verificatisi sul clima marziano, sull’evoluzione geologica e sulle condizioni geochimiche avvenute nel corso del tempo, fondamentali per capire se Marte avesse un ambiente in grado di sostenere la vita.