Domani e’ il “World car-free day”, la Giornata mondiale senz’auto, con centinaia di iniziative in altrettante citta’ del mondo che aderiscono, tutte all’insegna del “lasciate a casa la vostra automobile”. L’appuntamento ormai quasi ventennale coincide ormai da tempo con la fine della Settimana europea della Mobilita’ sostenibile, ma inizia il suo percorso molto prima del 2000: la prima giornata senza macchine che si ricordi e’ stata organizzata nel lontano 1956 nella sempre pionieristica Olanda, che insieme al Belgio reagi’ alla crisi del canale di Suez e la conseguente scarsezza di carburante inaugurando le prime domeniche a piedi dell’era motorizzata; in Italia il primo esempio, e sempre dovuto ad una crisi petrolifera, arrivera’ solo nel 1974, l’anno della cosiddetta “austherity”. Solo dal 1994, pero’, si e’ sviluppata una rete di citta’ che almeno un giorno all’anno promuovevano l’assenza di automobili dalle loro strade, grazie all’iniziativa dell’Unione europea dei tempi. E dall’Europa la rete si e’ estesa a tutti i continenti, con iniziative differenti caso per caso. Ad oggi e’ Bogota’ la citta’ che crede di piu’ nella giornata, con l’intero territorio municipale interdetto alla circolazione dei mezzi a motore e mezzi pubblici gratuiti. Anche Kuala Lumpur quest’anno si e’ data da fare: gran parte della citta’ vietata alle auto, e saranno distribuiti 150.000 biglietti gratis per la linea ferroviaria che la serve.
Alcune citta’ americane, Washington per esempio, promuovono la ciclabilita’ con ciclofficine all’aperto, ma anche il benessere fisico e mentale -che e’ il motivo di fondo per la promozione di giornate senz’auto-con lezioni gratuite di yoga per strada. In Europa le adesioni sono centinaia, e vanno dalla Slovenia (Lubiana dedica addirittura un’intera settimana alla liberazione dalle automobili) a Gibilterra (che tiene fuori le auto per la prima volta), con un ventaglio d’offerte “no car” il piu’ vasto possibile. E in Italia? A guardare le due citta’ piu’ grandi, regna il disinteresse. A Roma, ai Fori imperiali, verra’ “allestita un’area espositiva ed informativa a cura di Roma Capitale e ministero dell’Ambiente”, si legge sul sito del comune, mentre sara’ a cura dei municipi la “chiusura al traffico di una piazza o via, con l’organizzazione di spazi espositivi ed eventi”. A Milano non ci sono eventi in programma in occasione della ricorrenza: “abbiamo organizzato una domenica senz’auto la scorsa domenica, Ci sono singole iniziative in varie zone, ma non del comune”, affermano dall’assessorato alla Mobilita’.
“Lo dico da anni, prima lasciamo le macchine fuori dalle citta’ e meglio e’. E sara’ sempre troppo tardi”. Max Pezzali, cantautore e storico utilizzatore di due ruote, ormai si serve solo della bici pieghevole. “E del treno -dice all’Adnkronos- per quando devo fare il pendolare tra Pavia e Milano, o anche quando vado a Roma. Vedo sempre piu’ persone che fanno come me sui treni suburbani, soprattutto giovani. E’ una tendenza evidente, direi quasi inarrestabile. Io vivo cosi’ da anni e mi trovo molto meglio che in passato”. Secondo Pezzali la necessita’ di “espellere le auto dalle citta’ e’ ormai di fronte agli occhi di tutti: abbiamo raggiunto una densita’ di circolazione tale che qualcosa va fatto. Senza contare che il costo dei carburanti sta massacrando le famiglie, e la questione e’ diventata ormai fondamentale: manca spazio, le citta’ sono diventate invivibili, l’economia famigliare ne risente, e anche quella nazionale: tutto il tempo perso nel traffico e’ un costo collettivo”. Non si tratta di fanatismo ambientalista o simili, ma semplicemente di “buon senso: la situazione e’ sotto gli occhi di tutti, e il nostro dovere di tentare il cambiamento. Abbiamo visto che puntare sull’automobile e’ stato perdente anche nella mobilita’: e’ ora di cambiare, magari riconvertendo l’industria per la produzione di treni migliori e in maggior numero per potenziare il trasporto pubblico suburbano e pendolare, e incentivando le eccellenze artigianali sempre presenti: le biciclette italiane sono le piu’ belle e le migliori del mondo”.
