
“La strategia del governo prevede un’uscita dal nucleare troppo lenta. Questo dev’essere il punto di partenza per una politica energetica orientata alle rinnovabili più ambiziosa, per una maggiore efficienza energetica e in generale per una sterzata più decisa verso la green economy che assicurerà il benessere del Giappone” commenta Kazue Suzuki, di Greenpeace Giappone.
Secondo il rapporto di Greenpeace “Energy [R]evolution”, il Giappone può sostenere la propria ripresa economica e rispettare i suoi impegni di riduzione di gas serra entro il 2020 senza far ripartire nessuna delle centrali atomiche chiuse dopo il disastro di Fukushima.
Gli incentivi alle rinnovabili ( tariffa Feed in) adottati dal governo stanno già dando ottimi risultati. Il 1 luglio, dopo solo un mese dalla loro adozione, sono stati raggiunti 560 MW di rinnovabili, ovvero il 20% dell’obiettivo del governo previsto in 9 mesi.
Nucleare, Greenpeace commenta la decisione del Giappone: “tra 30 anni è troppo tardi, bisogna abbandonarlo prima”
