Tanti terremoti in Calabria: 1.800 scosse negli ultimi 2 anni sul Pollino, preoccpa lo sciame sismico

Scosse quasi ogni giorno. Alcune piu’ forti, come quella del 28 agosto scorso con epicentro a Scilla (magnitudo 4.6), e uno sciame sismico, quello del Pollino, che ha fatto registrare 1.800 episodi in due anni. Gli studiosi stanno analizzando quanto avviene in Calabria ma sono concordi nel sostenere che e’ un fenomeno che non si puo’ prevedere. Il geologo Carlo Tansi spiega perche’ la Calabria e’ cosi’ ballerina, se e’ vero che nel complesso in questa regione si sono verificati la meta’ dei terremoti di tutta Italia. “Secondo la Teoria della tettonica a placche – spiega Tansi all’Adnkronos – i continenti non sono fermi ma si muovono e costituiscono un insieme di placche rigide che ‘galleggiano’ su un orizzonte plastico. I continenti possono avvicinarsi o allontanarsi reciprocamente. Lungo i limiti di contatto tra i continenti le rocce si rompono. Le rotture avvengono lungo fratture chiamate faglie, lunghe decine e decine di chilometri e profonde generalmente fino a 15-20 km“. “La Calabria e’ collocata esattamente lungo la zona di contatto tra l’Europa e l’Africa che si stanno avvicinando velocita’ media di circa 7 millimetri/anno: in altre parole la Calabria e’ ”schiacciata” dalla grande morsa costituita dalla placca africana a sud e dalla placca europea“. La Calabria, continua Carlo Tansi, e’ attraversata da un sistema di faglie in piena attivita’. Generalmente seguono un taglio longitudinale nord-sud, presentano lunghezze variabili tra 20 e 100 km e profondita’ intorno ai 10-15 km. ”Queste faglie -afferma- rappresentano settori ad elevato rischio sismico ed hanno originato la quasi totalita’ dei terremoti catastrofici che hanno colpito la Calabria in epoca storica: il terremoto della Valle del Crati del 1183, il terremoto di Reggio e Messina del 1908, la crisi sismica della Calabria meridionale del 1783, terremoti della Calabria centrale del 1638 e del 1905, i terremoti del cosentino del 1835, 1854 e 1870”. Tuttavia la Calabria non e’ tutta uguale. Analizzando i dati forniti dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dal 451 a. C. ad oggi, ”e’ possibile dedurre -dice Tansiche i terremoti storici che hanno colpito la Calabria settentrionale hanno generato molte meno vittime di quelli che hanno colpito la Calabria meridionale: qualche centinaio di vittime contro oltre duecentomila vittime (circa 120.000 per il solo terremoto di Reggio-Messina del 1908)”.

Perche’ i terremoti che avvengono nella Calabria meridionale sono stati piu’ catastrofici rispetto a quelli dell’Italia settentrionale? ”La differenza -spiega Tansidipende dal fatto che le faglie della Calabria meridionale sono piu’ lunghe di quelle della Calabria settentrionale e quindi possono generare terremoti molto piu’ catastrofici. Insomma la Calabria e’ terra ‘ballerina’ ma non ‘balla’ tutta nello stesso modo”. Attualmente sono due le faglie in movimento. La Faglia di Reggio Calabria e’ quella che ha generato la scossa del 28 agosto scorso di magnitudo 4,6 ed area epicentrale Scilla-Villa San Giovanni che e’ stato avvertito fino alla provincia di Cosenza perche’ molto profondo. Secondo Tansimolto probabilmente lo stesso sistema di faglie ha dato origine al catastrofico terremoto dal 28 dicembre 1908“. “Nella stessa area sismogenetica -aggiunge- si e’ avuto recentemente (il 30 agosto 2012) un altro terremoto di una certa importanza (magnitudo 3,4 e profondita’ ipocentrale 19,7 km)”. La faglia che ha dato origine allo sciame sismico del Pollino invece e’ la faglia di Castelluccio. Al momento non sono note correlazioni tra le due faglie.
Cosa succedera’ in futuro non si puo’ prevedere. ”Come tutte le faglie attive -spiega Tansianche le faglie del reggino e del Pollino si sono mosse in passato, dando origine a forti terremoti, e si muoveranno in futuro; ma non possiamo dire quando di preciso queste faglie si muoveranno. Potranno muoversi tra un giorno o tra cento anni, o tra mille anni e questo e’ il grande limite della scienza. Nessuno, oggi, e’ in grado di prevedere i terremoti“. “Sappiamo che attualmente -prosegue- queste faglie si stanno muovendo, ma non possiamo assolutamente prevedere quello che potra’ accadere in seguito a questi movimenti: l’attivita’ delle faglie, e quindi la persistenza degli eventi sismici, possono esaurirsi nel giro di qualche mese/anno, oppure possono intensificarsi”. Da qualche anno si parla del monitoraggio del radon, il gas che si sprigiona al movimento delle faglie, tuttavia gli studi sono ancora in fase embrionale. ”Non sempre -spiega ancora Tansiad un aumento di concentrazione del radon corrisponde un terremoto imminente, e anche se un terremoto venisse preannunciato, il margine d’errore temporale nella previsione sarebbe eccessivamente alto. Il sisma potrebbe verificarsi dopo un giorno, ma anche dopo un anno o dopo dieci anni. Non si puo’ mettere in condizioni di allerta costante, per anni ed anni, un territorio, magari con una sequenza infinita di falsi allarmi”.

La migliore difesa dai terremoti resta la prevenzione. ”Come insegnano i giapponesi e gli americani -e’ il parere di Tansici si puo’ difendere semplicemente costruendo case capaci di resistere ai terremoti. Un terremoto come quello di l’Aquila (magnitudo 6,1) in Giappone o negli Stati Uniti di certo non avrebbe fatto alcun danno ne’ agli edifici ne’, tanto meno, alle persone“. “Da quelle parti si difende dal terremoto, ad esempio – prosegue – inserendo, in corrispondenza delle fondazioni degli edifici, una sorta di ‘cuscinetti’ (paragonabili agli ammortizzatori delle auto) capaci ci assorbire quasi tutta l’energia dei sismi ed impedendo cosi’ che la stessa possa trasmettersi agli edifici stessi”. Sarebbe opportuno, secondo il geologo, costruire case di cemento armato con la giusta quantita’ di cemento e ferro. ”In Calabria, per di piu’, impera l’abusivismo edilizio. Ultimamente -prosegue Tansisono state censite ben 92000 case fantasma, cioe’ case che non sono controllate perche’ costruite abusivamente”. Carlo Tansi si e’ battuto con forza per cambiare la legge regionale che prevedeva controlli solo nel 2% dei progetti, a campione. Nel 2009 un’inchiesta di Presa diretta dimostro’ che al Genio civile era possibile far passare un progetto inventato firmato da falsi architetti e ingegneri. Ora la normativa e’ cambiata ma non ancora in vigore perche’ e’ in corso un regime transitorio di 18 mesi. ”La nuova Legge sismica regionale 35/2009, approvata l’08/10/2009 – spiega Tansifissa le procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione del 100% (e non piu’ del 2%) degli interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in materia di ingegneria. La legge e’ entrata in vigore il 1° luglio 2012 e il relativo regolamento attuativo dovrebbe consentire, con l’introduzione di un regime transitorio di 18 mesi, un graduale passaggio all’autorizzazione sismica per tutte le costruzioni. L’attuale sistema di deposito e di controllo a campione lascera’ il posto ad un sistema autorizzativo generalizzato su tutti i progetti di nuove costruzioni e di interventi su costruzioni esistenti”. Il geologo si augura che non passi altro tempo. ”Temo che, come spesso accade dalle nostre parti, il regime transitorio possa essere prorogato all’infinito”, conclude.