Un potente anticiclone blocca la corsa di “Isaac” sugli USA centrali, mentre in Atlantico si intensifica “Leslie”

Dopo aver apportato piogge di carattere alluvionale tra l’ovest del Mississippi, lo stato dell’Alabama e la Lousiana, “Isaac” continua a mantenere lo stato di depressione tropicale sopra gli USA centro-meridionale, dove continua a scaricare intensi rovesci di pioggia e temporali. Sembra davvero inesauribile, ma i gran quantitativi d’acqua portati dalla tropical storm sono da addebitare al flusso di aria calda e molto umida che dal golfo del Messico è risalita fino al sud degli Stati Uniti lungo il bordo orientale della circolazione depressionaria, con intensi venti dai quadranti meridionali nei bassi strati. In questi tre giorni le piogge scaricate da “Isaac”, dapprima come tempesta tropicale ed ora da depressione tropicale, sono veramente molto ingenti. Pensate che in alcune aree a nord della città di New Orleans si sarebbero registrati fino a 19 – 20 “Inches”, ossia dai 450 mm ai 500 mm in poco più di tre giorni. Un quantitativo davvero enorme. Oltre 330 mm d’acqua sarebbero caduti nella città di Hattiesburg, nel Mississippi, dove grazie alle forti piogge di “Isaac” è stato battuto il record pluviometrico del mese di Agosto. Le forti piogge e i temporali stanno anche aggravando il bilancio delle inondazioni in molte aree al confine tra Mississippi e Lousiana, mentre almeno fiumi, sempre in Louisiana e Mississippi, rischiano di esondare in seguito alla piena in atto. L’uragano “Isaac” finora è stato accusato di almeno quattro morti negli Stati Uniti, 24 ad Haiti e di altre cinque vittime nella Repubblica Dominicana. Oltre alle vittime la tempesta tropicale, declassata a comune depressione tropicale, è sospettata di aver generato almeno una ventina di “Tornadoes” tra il nord della Lusitana e il Mississippi. Un fenomeno non nuovo visto che molti ex uragani o tempeste tropicali, una volta finite sulla terra ferma, riescono a mantenere il giusto potenziale per far scoppiare intensi “Cluster temporaleschi” che possono generare dei fenomeni vorticosi, come tornado o trombe d’aria.

Attualmente la depressione tropicale “Isaac“, pur trovandosi contrastata nel suo cammino da un robusto promontorio anticiclonico dinamico che sta prolungando la siccità fra il Middle-West e gli USA centrali, si sta muovendo molto lentamente, circa 11 miglia orarie, verso nord-nord/ovest, dirigendosi verso lo stato del Missouri, ove si attendono forti rovesci di pioggia e possibili temporali di moderata o forte intensità, prima di un suo graduale dissipamento, atteso già a partire dalla giornata di domani. “Isaac” è stata una tempesta che ha potuto scaricare, con molta calma, un ingente quantitativo d’acqua su un’area molto estesa a causa del suo movimento molto lento verso nord-ovest. In tal modo la tempesta ha potuto riversare sopra gli stati del Mississippi, Alabama e Lousiana una grande quantità d’acqua, in modo molto lento e omogeneo. Questa bassa velocità è dovuta al fatto che “Isaac”, durante il suo moto verso nord-ovest, è stato costretto a sbattere contro il bordo di un intenso promontorio anticiclonico sub-tropicale di blocco che è insolitamente forte sugli USA centrali, a causa della forte siccità che sta colpendo le grandi pianure centrali, con gravissime ripercussioni nella produzione agricola che è stata letteralmente dimezzata. In genere prolungati periodi siccitosi in aree continentali riescono ad amplificare ulteriormente i regimi anticiclonici che diventano cosi molto resistenti, tanto da riuscire ad impedire l’eventuale inserimento di aree cicloniche nel loro dominio. In questo modo i promontori anticiclonici riescono a tenere testa agli attacchi perturbati, affievolendo, deviando o rendendo stazionari i sistemi depressioni o le profonde ciclogenesi di carattere tropicale che risalgono dalle basse latitudini. Questo è stato l’esempio di “Isaac”, che trovandosi davanti la barriera dell’alta pressione sugli stati centrali degli USA, è stato costretto a rallentare bruscamente il suo movimento verso nord-ovest, muovendosi a piccoli passi verso il sud degli Stati Uniti.

Sull’Atlantico centrale si forma la tropical storm “Leslie”; quale pericolo per l’area caraibica ?

Intanto sull’Atlantico è allerta per la formazione della tempesta tropicale “Leslie” formata lo scorso giovedì nell’Atlantico centrale. Data la formazione di “Leslie”, del 30 Agosto, il 2012 si mette al 2^ posto per la prima data di formazione della 12^ tempesta tropicale. Solo nel 1995 la 12^ tempesta della stagione si è formata in una data precedente al 31 Agosto. La tempesta tropicale continua a rafforzarsi sull’Atlantico tropicale, cominciando a rappresentare una minaccia crescente per le Piccole Antille. Gli ultimi loop satellitari mostrano che “Leslie” ha una moderata attività temporalesca pesante con delle interessanti bande nuvolose a spirale che cominciano ad avvitarsi attorno al minimo barico centrale. Le condizioni ambientali sembrano ideali per consentire a “Leslie” di potersi intensificare per diventare un uragano di 1^ categoria entro la giornata di domani, con venti medi sostenuti di oltre i 120-130 km/h attorno la parte centrale della perturbazione. Fortunatamente, l’uragano “Kirk”, che agisce più a nord, sta indebolendo l’area di alta pressione a nord di “Leslie“, e “Leslie” di conseguenza dovrebbe cominciare a girare più a nord-ovest , allontanandosi dalle isole Antille. A seguito di questa situazione barica il futuro uragano “Leslie” dovrebbe cominciare a snodarsi lentamente sopra l’oceano Atlantico, rimanendo li per molti giorni, rischiando di passare vicino alle Bermuda. “Leslie” rimarrà bloccato fino a quando un’area depressionaria profonda si avvicinerà alla costa orientale degli USA, circa l’8 settembre.