Valanga sull’Himalaya provocata da un seracco di ghiaccio caduto sul pendio nevoso. C’era molto caldo

La catena dell'Himalaya

All’origine della valanga che ha ”spazzato via” le tende del campo 3 sul monte Manaslu, in Nepal, c’e’ stato un ”seracco di ghiaccio caduto sul pendio nevoso” che ha travolto tutto, causando 13 vittime. E’ la ricostruzione fatta da Agostino Da Polenza, presidente del progetto EvK2-Cnr, che e’ in continuo contatto con gli alpinisti sopravvissuti alla valanga avvenuto sull’ottava vetta del mondo, e che esclude anomalie climatiche. ”La valanga li ha colti mentre dormivano – afferma all’ANSA Da Polenza -. Dentro la valanga sono finiti anche Silvio Mondinelli e Christian Gobbi che dormivano nella stessa tenda, mentre Alberto Magliano si trovava in un’altra tenda. Sono stati tutti spazzati via. Gobbi e Mondinelli, dopo aver rotolato nella valanga sono riemersi, Magliano, invece, e’ rimasto sotto la neve”. Nella tenda del brianzolo deceduto c’era anche l’attrezzatura che puo’ aver appesantito la struttura. Da Polenza esclude che una valanga di tale portata possa essere stata causata da anomalie climatiche in questa stagione. Tuttavia Mondinelli appena qualche giorno fa aveva scritto dal campo 1 del Manaslu (a 8.163 metri): ”C’è poca neve, e’ molto strano per l’autunno in Himalaya: di solito dopo il monsone le montagne sono imbiancate. Quest’anno no. E fa un caldo pazzesco, ieri lo zero termico era dato a 6000 metri”. Alberto Maglianoverso i 45 anni ha iniziato ad amare la montagna e ad andare in Himalaya, sugli 8 mila metri – aggiunge Da Polenzacon dei grandi alpinisti, li conosceva tutti pur essendo un outsider. Era uno degli alpinisti che si incontrava piu’ frequentemente in Himalaya. Era un grande esperto e tra l’altro proprio ieri era diventato nonno”.