L’approfondimento della ciclogenesi, attualmente posizionata sul mar di Sardegna, con un minimo barico al suolo stimato sui 987 hpa, sta inasprendo il “gradiente barico orizzontale” sui mari che circondano la penisola, favorendo l’attivazione di intensi venti di scirocco e ostro, fra Tirreno e dal tardo pomeriggio pure sull’Adriatico, mentre al contempo sulle coste del ponente ligure entra in azione la tramontana, con raffiche davvero furiose su alcune vallate del savonese e imperese. In alcune località le forti folate da Nord e N-NE hanno superato i 70-80 km/h, come era nelle attese. Ma nell’area di Capo Mele, particolarmente esposta alle sfuriate della tramontana, poco fa è stata registrata una raffica di picco di ben 112 km/h da Nord. Si tratta di un valore molto elevato, ma non certo da considerare eccezionale per una stazione cosi esposta ai venti come quella di Capo Mele, abituata ad archiviare raffiche di vento veramente molto violente negli eventi più forti di tramontana, con picchi fino a 130-140 km/h. La tramontana, sia chiara (secca e accompagnato da cielo sereno o poco nuvoloso) che scura (umida e accompagnata dalle precipitazioni o in inverno persino dalla neve fin sulle aree costiere se dal versante padano riesce a tracimare aria piuttosto gelida nei bassi strati), è un vento unico dell’affascinante microclima del ponente ligure. Nella maggior parte dei casi, ad ogni peggioramento che coinvolge la Liguria, la tramontana, con la sua classica provenienza da Nord o N-NE, si attiva accompagnando le varie fasi perturbate. In genere soffia veramente impetuosa, con raffiche che facilmente possono oltrepassare i 60-80 km/h.
L'intenso "gradiente barico" che attiva le forti raffiche di tramontana
Questo perché accompagna il classico travaso di aria più fredda e pesante dal basso Piemonte verso le coste liguri. Difatti, i contrasti termici che si vengono ad instaurare fra il basso Piemonte, solitamente molto più freddo delle coste liguri, determina un notevole “gradiente termico orizzontale” che a sua volta va ad inasprire il “gradiente barico orizzontale” tra gli opposti versanti dell’Appennino Ligure. Da tali divari termici e barici, fra basso Piemonte (dove in inverno preesistono nei bassi strati i cuscini freddi padani) e le coste ligure (molto più calde data la forte influenza marittima) si attivano le intense raffiche di tramontana sulle principali vallate della Riviera di Ponente, da Sestri Ponente fino all’imperese, che in alcune aree possono divenire veramente molto forti, con picchi fino a 90-100 km/h nei pressi di Capo Mele. In pratica la tramontana ha il fine di “catapultare” l’aria più fredda e pesante, accumulata sul versante padano, verso il mar Ligure, dove invece prevalgono masse d’aria ben più calde e umide che fanno diminuire la pressione. Tale spostamento delle masse fredde padane avviene attraverso la “canalizzazione” del flusso dentro le principali valli dell’Appennino Ligure, dando cosi origine alle intense raffiche di tramontana che vanno a sferzare le coste della Riviera di Ponente.