Il lobo principale del vortice polare si posizionerà sul mare di Barents; fungerà da regia per la prima irruzione artica stagionale sul continente, nel weekend prime nevicate in Scandinavia

Anche in sede artica qualcosa inizia a cambiare, con lo spostamento del lobo principale del vortice polare in direzione del mare di Barents, nel tratto compreso fra le isole Svalbard e la Novaja Zemlja, dove si isolerà una profonda “polar low”, con un minimo barico al suolo pronto a scendere al di sotto dei 980 hpa. Insomma, siamo alla vigilia di una importante manovra barica su scala continentale che dovrebbe spianare la strada per l’avvento della prima vera importante irruzione artica autunnale verso il vecchio continente, con l’innesto dei cosiddetti scambi meridiani, fra polo e tropici. Tutto parte dall’attuale azione di “forcing” troposferico (avvezione calda in quota) esercitata dall’anticiclone delle Aleutine, che in seguito all’avanzata di una profonda circolazione depressionaria verso la penisola russa di Kamcatka, ha eretto i propri elementi verso l’Alaska e lo Stretto di Bering, fino al freddo mare di Beaufort, in piena area artica. Lo sviluppo di questo robusto anticiclone di blocco, alimentato da un esteso richiamo d’aria molto mite e umida dalle latitudini sub-tropicali, che dal Pacifico settentrionale si è disteso lungo i meridiani, attraverso l’Alaska, fino al mare di Beaufort, ha intaccato in prima persona il lobo principale del vortice polare, localizzato sul mar Glaciale Artico centro-orientale.

Il lobo principale del vortice polare si sposterà sul mar di Barents

L’intrusione di masse d’aria meno fredde dalle latitudini meridionali sul mare di Beaufort attiverà una forte ventilazione occidentale che spingerà l’aria molto fredda che si è accumulata in queste ultime settimane sopra le isole dell’Artico canadese verso il nord della Groenlandia, dove si isolerà una lacuna di aria piuttosto gelida, con isoterme sotto i -28°C -30°C alla quota di 850 hpa (circa 1650 metri). Si tratta di un blocco di aria molto gelida, anche sotto i -30°C a 850 hpa, che nel corso della settimana tenderà a spostarsi verso est, dal nord della Groenlandia fino alle Svalbard, favorendo lo spostamento del lobo principale del vortice polare, che intaccato dal “forcing” troposferico aleutinico, tenderà a spostarsi verso le Svalbard e il mare di Barents (completamente libero dai ghiacci), dove verrà ulteriormente alimentato dall’affondo delle gelide masse d’aria che dal nord della Groenlandia si riverseranno verso l’alto mar di Norvegia e il mar di Barents, tramite una intensa ventilazione occidentale, con una spiccata curvatura ciclonica fra l’estremo nord della Norvegia e il mare di Barents. L’aria artica molto fredda, scorrendo sopra la più mite superficie del mare di Barents (circa +1.5° +2.0° sopra le medie del periodo), originerà quei contrasti termici che daranno enfasi all’approfondimento di questa area ciclonica, a carattere freddo, che fungerà da regia per la prima avvezione artica di stagione verso la penisola Scandinava e l’Europa centrale, con risentimenti fin sull’area del Mediterraneo.

Nel corso del fine settimana la “polar low” che si andrà a strutturare a tutte le quote sopra il mare di Barents, con un minimo principale centrato a nord delle coste norvegesi del Finnmarks, a seguito della formazione di un più solido anticiclone di blocco, esteso dall’Atlantico nord-occidentale verso la Groenlandia, farà affluire masse d’aria molto fredde, di origini propriamente polari, verso la Norvegia e la Svezia, dove si verificheranno le prime vere nevicate di stagione fino a bassissima quota, se non al piano sulle coste e sui fiordi della Norvegia centro-settentrionale. Sembra probabile la prima imbiancata su Tromso e Bodo, anche se le precipitazioni assumeranno carattere spiccatamente nevoso solo a tratti. Anche sulla Svezia centro-settentrionale sussisteranno le condizioni ideali per le prime nevicate sparse fino al livello del mare. Durante il weekend questo blocco di aria molto fredda, di matrice artica, dalla Scandinavia tenderà a scivolare verso sud, in direzione della Mitteleuropa, muovendosi a ridosso del bordo orientale del promontorio anticiclonico di blocco sull’Atlantico settentrionale. Con molta probabilità, nella fase successiva, questo blocco di aria fredda riuscirà a guadagnare terreno sempre più verso latitudini meridionali, invadendo parte della Mitteleuropa fino alla fascia alpina, raggiungendo cosi le regioni più settentrionali, ove si assisterà ad un drastico calo dei valori termici, che si porteranno al di sotto delle tradizionali medie dell’ultima decade del mese di Ottobre. Ancora però è troppo presto per formulare una previsione sulle conseguenze della prima irruzione fredda di stagione sul territorio nazionale, che potrebbe avere massimi risvolti più sull’ambito termico che sulla fenomenologia da contrasto, che potrebbe risultare alquanto sporadica e irregolare. Il tutto dipenderà dall’esatta traiettoria che seguirà la massa d’aria fredda nell’aggirare l’ostacolo delle Alpi, da sempre un baluardo insormontabile per le avvezioni fredde che provengono dall’Artico.

Nel weekend prime nevicate sulla Scandinavia a quote molto basse, se non al piano