
Il premier russo Dmitri Medvedev pensa a una disdetta del protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas serra, perchè ritiene che Mosca non ne tragga alcun vantaggio. Medvedev si è chiesto se “serva continuare a trascinare tutto questo a dispetto del buon senso” e ha incaricato il governo di valutare l’interesse russo a restare nel protocollo, riferiscono le agenzie russe. “Non abbiamo tratto benefici particolari dal protocollo di Kyoto e non abbiamo potuto approfittarne sul piano commerciale” ha detto Medvedev in una riunione di governo. Mosca imputa in particolare al protocollo di non garantire un’adeguata partecipazione di tutti gli Stati alla riduzione dell’impatto umano sul clima terrestre. Mosca aveva segnalato a più riprese che non avrebbe sottoscritto un nuovo periodo di impegni nell’ambito dell’accordo, la cui prima fase scade alla fine di quest’anno. Ma l’industria russa chiede al governo di restare dentro Kyoto, sostenendo che l’abbandono del protocollo potrebbe danneggiare la competitività delle imprese. L’Unione russa di industriali e imprenditori, che giudica la posizione del governo “priva di fondamento”, sottolinea che numerose aziende russe non potranno rispettare norme stringenti di sicurezza ambientale senza i finanziamenti previsti dal protocollo a questo scopo. Greenpeace è sulla stessa linea: “il protocollo di Kyoto è vantaggioso per la Russia, così come la prosecuzione della partecipazione all’accordo” ha detto all’Afp Vladimir Chuprov, a capo dei programmi energetici di Greeenpeace Russia. Negli ultimi due anni la Russia ha beneficiato di centinaia di milioni di dollari di aiuti concessi nell’ambito del protocollo a progetti mirati alla riduzione del gas serra e “non è che l’inizio”, secondo Chuprov. A settembre il consigliere del presidente russo Vladimir Putin per il clima, Alexander Bedritsky, aveva criticato le “illusioni” delle imprese russe, affermando che non avrebbero guadagnato nulle “nè sul piano economico nè su quello politico” se la Russia avesse accettato di sottoscrivere un secondo periodo di impegni nell’ambito del protocollo di Kyoto. “La decisione politica di non farne più parte è stata prese al livello più alto e bnon c’è alcun dubbio sul fatto che sia una buona decisione” aveva detto in un’intervista a Ria-Novosti. Lo scorso anno la Russia aveva detto di comprendere la decisione del Canada, primo Paese che ha disdettato il protocollo nel 2011, sottolineando che il gesto mette in luce “l’inefficacia” del trattato. Il protocollo di Kyoto, firmato nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005, è il solo strumento giuridico che impone obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra a una quarantina di apesi industrializzati, con l’eccezione degli Usa, che non l’hanno ratificato dopo la firma.