La clamorosa sentenza del tribunale di L’Aquila fa filtrare un messaggio molto pericoloso nei confronti dell’opinione pubblica nazionale, quello della prevedibilità dei terremoti. Su questo pericoloso concetto bisogna riflettere in maniera molto profonda, facendo molta ma molta attenzione. Difatti, bisogna ricordare che fino ad oggi nessuno è in grado di poter prevedere i terremoti. La stessa comunità scientifica internazionale, dai tedeschi ai malesi, passando per i russi, i giapponesi e gli statunitensi, afferma che ancora non esistono delle previsioni valide sulla loro attivazione. Ciò significa che nessuno poteva prevedere il sisma che ha danneggiato L’Aquila. Nessuno poteva riuscire ad avvertire e a mettere al sicuro una città di oltre 72.000 abitanti. Attenzione, per previsione s’intende non solo l’epicentro o il meccanismo focale, oltre che la faglia (o faglie) generatrice, ma il giorno e l’ora esatta in cui si verificherà l’evento tellurico di una certa entità (ben oltre la soglia del danno). Chi oggi sostiene che i terremoti si possono prevedere secondo questo meccanismo non è certo un sismologo. O meglio, non lo è di professione.
