
E’ una tempesta grande e potente, che potrebbe avere conseguenze letali. Così il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha descritto l’uragano Sandy, durante un discorso alla nazione per fornire gli ultimi aggiornamenti sull’emergenza che in queste ore sta colpendo la costa nord-orientale degli Stati Uniti. Intanto, Sandy avanza lungo l’Atlantico: il suo arrivo a terra è previsto intorno alle 2 (le 7 del mattino in Italia), ma l’uragano ha già paralizzato la vita di decine di milioni di persone, in almeno otto Stati. La pericolosità di Sandy è stata pià volte ribadita, nelle ultime 24 ore, dal presidente e dalle autorità locali, che hanno invitato la popolazione a non sottovalutarla. Particolarmente preoccupato è il sindaco di New York, Michael Bloomberg, che ha invitato le persone che vivono nella zona A, quella più a rischio, ad abbandonare le proprie case, immediatamente. Il timore è che la gente, sottovalutando l’uragano, abbia deciso di ignorare l’ordine di evacuazione, che interessa 375.000 residenti. Il sindaco ha fatto sapere che solo 3.000 persone si sono presentate ai rifugi messi a disposizione dalle autorità ed è difficile ipotizzare che tutte le altre si siano messe al sicuro da amici o parenti, come consigliato ieri da Bloomberg. “La situazione peggiorerà rapidamente. Andate via, subito” ha dichiarato il sindaco. Intanto la polizia continua a fare il giro dei quartieri più a rischio, per convincere gli abitanti a lasciare le proprie case: si prevedono onde di 3 metri e mezzo che potrebbero avere effetti devastanti in zone come Rockaway Beach, nel Queens. New York, ormai deserta, è l’emblema della paralisi che ha colpito il nord-est: milioni di persone chiuse in casa, scuole e uffici chiusi (anche Wall Street), trasporto pubblico fermo (e 12.000 voli su New York cancellati), pioggia e vento in costante aumento, allagamenti in ogni distretto della città. E presto, come anticipato dalle autorità, ci saranno i primi blackout, già verificatisi in altre zone: più di 6.000 persone sono rimaste al buio in Connecticut, e la corrente è saltata anche in alcune aree del New Jersey, lasciando migliaia di persone senza elettricità. Il governatore del Connecticut, Dannel Malloy, ha invitato i cittadini a restare in casa, perché l’uragano potrebbe causare “danni senza precedenti”. E c’è chi, come Eqecat, società di ricerca specializzata, ha già presentato una propria stima: l’uragano Sandy potrebbe provocare danni tra i 10 e i 20 miliardi di dollari e costi tra i 5 e i 10 miliardi per le compagnie di assicurazione. Sempre secondo la società, i danni provocati dall’uragano Irene, nell’agosto 2011, erano ammontati a circa 10 miliardi di dollari. In ostaggio di Sandy è finita anche la campagna elettorale, a otto giorni dal voto. Barack Obama e Mitt Romney hanno cancellato diversi comizi, ma il presidente ha detto di non essere “preoccupato” per questo. “Sono preoccupato per l’impatto sulle famiglie, per i nostri soccorritori, per l’economia e i trasporti del Paese, ma non per le elezioni” ha risposto Obama a un giornalista. La gestione dell’emergenza, però, potrebbe essere fondamentale per l’esito del voto. Una notizia forse positiva per Obama è arrivata dal dipartimento del Lavoro: il dato sull’occupazione di ottobre, atteso venerdì e cruciale per il presidente, rischia di slittare proprio a causa dell’uragano Sandy.