E’ arrivato El Niño, l’evento climatico che si verifica ogni 3-5 anni nell’Oceano Pacifico e che porta con se’ siccità ma anche inondazioni e nevicate e compromette il ciclo vitale di crescita dei pesci. Al momento, spiega all’ANSA Vincenzo Artale, oceanografo del Centro Enea della Casaccia, ”El Niño ha fatto registrare un’anomalia positiva, pari a un grado in piu’ nella temperatura media. E’ un segnale importante, per trovarci ai primi di ottobre e considerato che il ‘picco’ si ha normalmente tra gennaio e febbraio”. El Niño e’ legato all’aumento della temperature superficiali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale, contrariamente a La Nina, fenomeno con cui si alterna, che invece e’ legata a un raffreddamento delle acque. ”Se il fenomeno si accentuerà nei prossimi mesi – sottolinea Artale – ci sara’ da aspettarsi forti siccità , mentre sulle coste dell’America del sud sara’ interrotto il ciclo vitale di crescita dei pesci e in alcune zone dell’emisfero nord ci saranno nevicate più intense”. Secondo le previsioni del Climate Prediction Center (Cpc) americano, le possibilità che ha El Niño di svilupparsi durante il prossimo inverno nell’emisfero Nord sono basse. Quasi la meta’ dei modelli di previsione indica che El Niño potrebbe svilupparsi, e rimane la possibilità che il fenomeno si rafforzi nei prossimi mesi. El Niño riguarda anche, sia pure non direttamente, l’Italia, dove sono stati condotti diversi studi sulla ‘connessione’ con El Niño. ”Nel nostro Paese – aggiunge Artale – El Niño potrebbe accelerare, ma solo indirettamente, i processi legati al ciclo idrologico, come piogge e nevicate”. Per El Niño, comunque, come per i fenomeni meteorologici che durino piu’ di una settimana, le previsioni sono solo indicative: ”basti pensare – conclude l’oceanografo – al fatto che l’oscillazione tra El Niño e El Niño non e’ periodica, dato che i cicli durano da 3 a 6 anni”.
