Processo Terremoto L’Aquila, le difese: “che hanno fatto gli imputati? Se verranno condannati, ampio spazio ai ciarlatani”

Si e’ conclusa poco fa l’ultima giornata del processo Grandi Rischi con gli interventi delle difese. Ora il giudice Marco Billi si chiudera’ in camera di consiglio e ”non sara’ una camera di consiglio breve”, ha confermato il giudice Billi che ha dato appuntamento a tutti nel tardo pomeriggio-serata.
Se il processo alla commissione Grandi Rischi dovesse concludersi con una condanna “il rischio e’ di lasciar spazio ai ciarlatani“. Cosi’ l’avvocato Dinacci, che difende l’ex vicecapo della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis, e il responsabile del settore Rischio sismico Mauro Dolce, ha concluso la sua controreplica al processo il corso all’Aquila. Sia Dinacci che gli altri difensori hanno sottolineato che con un’eventuale condanna nessuno scienziato si mettera’ piu’ a disposizione del Paese ed inoltre hanno evidenziato come le comunicazioni successive alla riunione non vennero fatte da coloro che oggi sono imputati, ma da altri. Nelle controrepliche, inoltre, e’ stato piu’ volte chiesto al giudice di valutare in Camera di consiglio le singole responsabilita’ dei presenti alla riunione del 31 marzo 2009 e non di giudicare l’intera Commissione come responsabile unico delle scelte fatte. “Ma chi ha rassicurato gli aquilani? – ha detto l’avvocato MelandriChi e’ che ha comunicato, sbagliando, l’esito della riunione? Non certo gli imputati presenti qui oggi“.
La D’Avolio ha parlato di messaggio, l’avvocato del Comune di parere, ci dimentichiamo che la commissione Grandi rischi non c’e’. Ha ragione Biondi, mi dite che cosa hanno fatto singolarmente tutti gli imputati?“. Lo ha detto nella sua replica l’avvocato Marcello Melandri legale di fiducia di Enzo Boschi. “Qui non ci sono comunicati, – ha aggiunto – perche’ si continua a parlare di messaggio, di parere, di qualcuno che ha rassicurato. Chi e’? Quali erano gli aquilani che conoscevano il contenuto del verbale, che si e’ conosciuto solo a processo iniziato? Il rettore dell’Universita’ dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, e’ venuto qui a dire una bugia e il pm non lo ha neanche citato. Ha detto dichiarazione di tranquillita’ dopo la conferenza stampa, abbiamo dimostrato che l’ha fatto prima. Ha detto di non aver chiuso l’universita’ perche’ non poteva farlo, non e’ vero!”.
Non voglio sostenere in linea generale che non si possa parlare di colpa di un soggetto per non aver previsto un determinato rischio. Stiamo parlando di un evento imprevedibile e inevitabile, in riferimento a questo ci chiediamo se si possa parlare di colpa. Nella misura in cui non si puo’ prevedere ne’ evitare non si riesce a comprendere come si possa parlare di rischio“. Lo ha affermato il professor Franco Coppi, legale di fiducia di Giulio Selvaggi nella sua replica difensiva.