”Il rischio e’ che si sia affermato il principio che non e’ ammesso il dubbio in una valutazione scientifica”. Parole del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini il giorno dopo la sentenza sul terremoto de L’Aquila in un’intervista a Radio 24. ”Io credo – aggiunge il ministro – si debba restituire ad ogni componente della vita sociale il suo ruolo. Il ruolo della scienza non e’ quello della politica e non e’ neanche quello dell’amministrazione. Probabilmente c’e’ un po’ di confusione di ruoli”. Gli scienziati danno pareri, la politica decide, dice in sostanza il ministro, che spiega: ”La catena di comando dovrebbe essere quella nella quale le istituzioni ricevono gli input dalla scienza, dalle agenzie territoriali, dalla sanita’ e, sulla base delle informazioni assumono le decisioni. Che possono anche essere decisioni cautelative che a volte possono apparire esagerate, altre volte sono utili per prevenire i danni”. Un vuoto della politica riempito dalla scienza, insomma. ”Questo avviene sempre – prosegue Clini – quando le istituzioni non sono credibili. Quando le istituzioni non hanno autorevolezza, c’e’ sempre qualcuno che ne prende il posto e questo non e’ sano, come stiamo verificando anche a Taranto”. ”Le istituzioni, che poi sono amministrate in ultima istanza dalla politica, dovrebbero riprendersi la responsabilita’ di decidere – conclude Clini – Gli scienziati devono dare le loro valutazioni, dare le loro previsioni e i loro scenari, ma poi e’ la politica che deve assumere le decisioni. Io, riguardo ai sismi, sto dicendo da quando sono ministro che l’Italia e’ un paese vulnerabile e che non possiamo aspettare gli eventi per accorgerci che ci sono zone dove non si poteva costruire. Allora, la politica deve assumersi questa responsabilita’: che gli standard di costruzione vengano tarati su livelli piu’ elevati, e che ci sono aree del nostro paese che vanno non utilizzate”.
