
”Hanno ragione gli scienziati di tutto il mondo quando affermano che i terremoti non possono essere previsti”, e’ il parere di Carlo Costantini, capogruppo Idv alla regione Abruzzo e commissario del partito nel Lazio. Costantini ribadisce pero’ che ”Il problema e’ che se non possono essere previsti, non possono neppure essere esclusi ed in quei giorni, attraverso una manipolazione delle informazioni che non aveva nessun fondamento scientifico, venne nella sostanza esclusa la possibilita’ di una forte scossa attraverso una comunicazione dolosamente rassicurante che riporto’ la gente nelle case e gli studenti all’Universita’ nei loro alloggi”. L’esponente Idv insiste spiegando che ”e’ proprio la scienza quando argomenta l’imprevedibilita’ dei terremoti a dare ragione ai magistrati dell’Aquila che sugli stessi presupposti hanno contestato che quella scossa non potesse essere esclusa – dice – La conclusione e’ che se non avessero dolosamente rappresentato una situazione scientificamente non dimostrabile la popolazione e le istituzioni avrebbero adottato cautele che avrebbero certamente consentito di risparmiare vite umane. Tutto il resto sono strumentalizzazioni politiche che meritano di essere respinte”.
”Si e’ toccato un nervo scoperto dello Stato, chi protesta non sa nulla e non conosce carte e documentazione”. Il giorno dopo la sentenza che ha condannato i componenti della Commissione Grandi Rischi, commenta cosi’ Antonio Valentini, l’avvocato penalista che, con un esposto presentato il 17 agosto 2009, ha dato il via all’inchiesta della Procura dell’Aquila poi sfociata nel processo. A quell’esposto fecero seguito un’altra sessantina di istanze da parte di altri cittadini. ”Sei anni non sono troppi, e’ una pena giusta – prosegue -, anzi mi e’ sembrata bassa la richiesta del Pm. C’e’ un confine molto labile tra la colpa cosciente e il dolo eventuale. Ricordiamoci della sentenza sulla Thyssen per il tragico incendio a Torino. Li’, prima volta in Italia, i dirigenti sono stati condannati per omicidio volontario”.