Uragano Sandy, the day after a New York: clima surreale a Manhattan

La mattina dopo la tempesta c’e’ un clima surreale per le strade di Manhattan. Sono pochissime le macchine che transitano sulle grandi avenue. Del resto i tunnel che la collegano alla terraferma, alcuni dei quali allagati, sono ancora chiusi. Niente autobus, anche i taxi, i famosi yellow cab, scarseggiano. Pochissima gente per strada. Del resto scuole e uffici pubblici resteranno chiusi anche oggi, come Wall Street. Lo strano silenzio per una metropoli come New York e’ rotto ogni tanto solo dalle sirene dei vigili del fuoco che incessantemente da ieri prestano soccorso soprattutto negli edifici che sono stati invasi dalle acque dell’Hudson e dell’East River. Anche molte stazioni della metro sono state invase dall’acqua, e – nonostante le pompe siano gia’ in funzione da ore – forse ci vorranno giorni perche’ tutto torni alla normalita’. Gran parte di Lower Manhattan, poi, resta senza luce, con i tecnici della ConEdison, la societa’ che gestisce i servizi elettrici di New York, al lavoro in una lotta contro il tempo. Intorno a Times Square e nei luoghi solitamente piu’ affollati della Grande Mela, come nei dintorni della stazione di Grand Central, le strade appaiono pressoche’ deserte. Davanti a qualche negozio si vede qualcuno che comincia a contare i danni provocati dal vento e dall’acqua. Al Central Park, invece, gli operatori forestali sono al lavoro per rimuovere i rami caduti e per assicurarsi che non ci siano pericoli per il crollo di alberi. Il ritorno alla normalita’ a New York, dopo il passaggio di Sandy, appare ancora lontano.