
Per acqua alta, espressione veneziana poi copiata nella lingua corrente italiana, si intende quel fenomeno che spesso nel periodo autunnale-primaverile si verifica nella Laguna Veneta, ovvero di un aumento eccezionale del livello medio marino ad opera di intensi venti di Scirocco, tale da provocare estesi allagamenti nelle aree urbane di Venezia e Chioggia.
Quando lo scirocco, come oggi, è particolarmente intenso sull’Adriatico, impedisce il regolare deflusso delle acque che normalmente si ha durante un ciclo di marea (nell’arco delle 24 ore si hanno solitamente due massimi e due minimi), portando così ad un anomalo innalzamento del livello medio marino. Ciò è particolarmente evidente nelle lagune venete, sia quella di Venezia ma anche in quella di Grado, talvolta perfino sul Golfo di Trieste, dove l’acqua invece di defluire in mare aperto aumenta ulteriormente il proprio livello se i venti sciroccali sono particolarmente intensi, non consentendo così un regolare scambio d’acqua tra mare e laguna.
Tutti i dati di cui si dispone finora sulla marea a Venezia si rifanno al mareografo posizionato in Punta della Salute (Bacino San Marco) e sono riferiti allo zero idrografico misurato nel 1897. A partire dal 1923, anno di inizio della registrazione costante di dati, sono stati raggiunti i seguenti livelli di marea eccezionale:
- +194cm il 4 novembre 1966
- +166cm il 22 dicembre 1979
- +158cm l’1 febbraio 1986
- +156cm l’1 dicembre 2008
- +151cm il 12 novembre 1951
- +147cm il 16 aprile 1936
- +147cm il 16 novembre 2002
- +145cm il 15 ottobre 1960
- +145cm il 25 dicembre 2009
- +144cm il 3 novembre 1968
- +144cm il 6 novembre 2000
- +144cm il 23 dicembre 2009
- +144cm il 24 dicembre 2010
- +142cm l’8 dicembre 1992
- +140cm il 17 febbraio 1979
Ma l’acqua alta non ferma i veneziani, abituati da secoli a questo fenomeno. Se si verifica di notte, i residenti si attrezzano con barriere d’acciaio alle porte degli esercizi e delle case sperando che il fenomeno non faccia troppi danni. Di giorno invece ci si prepara ad usare anche le pompe idrovore per estrarre l’acqua e mantenere agibili i negozi. Nei ristoranti e bar tavoli e sedie vengo opportunamente sollevati, ed incatenati, mentre le basi di banconi o altri mobili impossibili da sollevare vengono dotati di accorgimenti costruttivi che impediscano alla marea di fare danni; anche i muri delle case vengono in parte rivestiti con materiali resistenti all’acqua. Gli elettrodomestici, come ad esempio i frigoriferi per le bibite, di norma non poggiano direttamente al suolo ma su apposite pedane, mentre chi può si fa modificare le attrezzature spostando le parti elettriche dalla base all’estremita’ piu alta. Anche le prese di corrente non sono sistemate ad altezza regolare: quando e’ possibile si trovano infatti collocate in prossimità dei soffitti o a metà parete. In questo modo, anche in caso di infiltrazioni, non c’è pericolo che salti la corrente e si danneggi l’impianto. Piu a rischio la parte relativa agli impianti telefonici: al turista che si reca in città dopo una acqua alta elevata conviene portare con se denaro contante per pagare le spese comuni perchè a volte capita che gli impianti telefonici possano essere temporaneamente fuori uso cosi come i sistemi Pos.
Per quanto riguarda la circolazione prima, durante e dopo l’acqua alta il modo migliore e’ sicuramente fare ricorso all’uso di stivali da pescatore, ad altezza della coscia, mentre chi ne fosse sprovvisto puo’ fare affidamento sulle passerelle che vengono stese lungo i principali percorsi cittadini. Se il livello di marea e’ eccessivo si possono trovare difficolta’ sia nell’uso dei percorsi sopraelevati (che non vengono allestiti, a causa del galleggiamento degli stessi, in caso di marea eccezionale), sia nella navigazione lungo i canali: le barche ed i vaporetti infatti potrebbero non riuscire a transitare sotto i ponti e viaggiare lungo tratte alternative. A questo punto, per preservare le scarpe, ci si puo’ dotare di un paio di sacchetti di plastica o decidere di incamminarsi a piedi nudi verso casa.
