I resti dell’ex uragano “Nadine” rimangono intrappolati in pieno oceano Atlantico, li dove di norma dovrebbe sostare il cuore dell’alta pressione delle Azzorre, l’anticiclone dinamico oceanico, il quale è costretto ad arretrare il proprio baricentro molto più a sud, trovando una via di fuga verso nord-est, in direzione del Marocco e della penisola Iberica, con un promontorio dinamico sub-tropicale che si riaffaccia sul Mediterraneo centrale. Come atteso dai modelli, la circolazione depressionaria, salendo di latitudine, su acque superficiali molto più fredde, con temperature di soli +22° +21°C, ha cominciato ad assumere connotati sempre più extratropicali, perdendo gran parte delle sue originarie caratteristiche tropicali (cuore caldo, “barotropicità”, circolazione ciclonica dei venti nei medi e bassi strati chiusa).

In più, tra martedì e la giornata di mercoledì, la parte nord del sistema depressionario tropicale è stata agganciata da fredde e umide correnti occidentali, d’estrazione nord atlantica, che hanno iniettato dell’aria più fredda all’interno del profondo vortice depressionario, erodendo definitivamente il “core” caldo che per oltre 23 ha rinnovato l’attività convettiva del sistema, rinvigorendolo più volte fino allo status di tempesta tropicale e uragano di 1^ categoria Saffir-Simpson, nonostante le condizioni poco ideali, con temperature delle acque, sui +24°C +25°C, non sufficientemente elevate per lo sviluppo di un ciclone tropicale.
Ora, quello che una volta è stato uno dei cicloni tropicali più longevi per la storia climatica dell’Atlantico settentrionale, altro non è che un profondo ciclone extratropicale, con un minimo barico al suolo sceso sui 981 hpa, un settore caldo ormai ben visibile sulla parte orientale, ove scorrono intense correnti meridionali, ed un settore freddo più ad ovest e sud-ovest, dove invece sono presenti intensi venti da O-NO e NO che ruotano bruscamente più da Nord e N-NE nella parte nord-occidentale dell’ampia circolazione depressionaria. La parte più attiva della circolazione depressionaria in queste ore sta colpendo una larga parte dell’Atlantico orientale e l’arcipelago delle Azzorre, dalla notte scorsa investito da un intenso flusso di correnti da S-SE e Sud, che trasporta aria molto umida e instabile d’estrazione sub-tropicale calda oceanica, pompata nel tratto di oceano a sud e sud-ovest delle isole portoghesi.