MeteoWeb»News Meteo»MARI & VENTI»Allerta Mari e Venti: sta per iniziare una furiosa burrasca, raffiche impetuose e violente mareggiate su molte Regioni. Tutti i dettagli
Allerta Mari e Venti: sta per iniziare una furiosa burrasca, raffiche impetuose e violente mareggiate su molte Regioni. Tutti i dettagli
Entra nel vivo il consistente peggioramento che nei prossimi giorni penalizzerà gran parte delle regioni italiane, apportando intense piogge, forti rovesci e persino dei fenomeni temporaleschi, localmente anche di moderata o forte intensità. Ma oltre all’intenso maltempo l’affondo perturbato, sul bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo, attiverà una intensa ventilazione dai quadranti meridionali che andrà ad interessare quasi tutti i bacini che circondano la penisola, attivando anche delle burrasche capaci di rendere i mari, da molto mossi, ad agitati fino a molto agitati. L’erezione dell’alta pressione delle Azzorre verso le latitudini artiche, con i propri elementi settentrionali che si spingeranno a nord dell’Islanda e sul mare della Groenlandia, favorirà lo sviluppo di una profonda saccatura (onda ciclonica) che dal mar di Norvegia e dalla Scandinavia affonderà i propri tentacoli in direzione della Spagna, penetrando con il ramo ascendente fin sul Mediterraneo centro-occidentale. Da notare come all’interno di questa estesa saccatura, di chiara origine artica, si formerà una intensa irruzione di aria fredda, con una sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali, che andrà ad investire il Regno Unito, la Francia occidentale e la Spagna, dove nelle prossime 24-36 ore si assisterà ad un importante calo termico e della quota neve. L’irruzione fredda è ben evidenziata dalla presenza di una estesa copertura nuvolosa puntiforme (nubi cumuliformi), tipica in seno all’aria fredda artico marittima che scorre sopra la mite superficie oceanica, scaldandosi sensibilmente negli strati più bassi, al punto da rendersi molto instabile (“gradiente termico verticale” intenso), visto che in quota le masse d’aria continuano a conservare le loro originarie caratteristiche gelide.
L’affondo dell’asse di saccatura, poco più ad est, verrà contrapporrà ad un promontorio anticiclonico interciclonico che si distenderà dall’entroterra libico fino alla Grecia, al mar Egeo e alla Turchia occidentale. La formazione e il rafforzamento di questo sottile promontorio anticiclonico interciclonico, sul Mediterraneo centro-orientale, che si contrapporrà ad ovest con la profonda saccatura artica che scivolerà sino alla Spagna e al mar di Alboran, causerà un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” sui mari che circondano l’Italia, con un infittimento di isobare fra mar Ionio, Adriatico, Tirreno e mari che circondano la Sardegna. Le isobare ravvicinate fra loro produrranno un forte “gradiente barico orizzontale”, con oltre 30 hpa di divario fra la Grecia e i mari dell’Italia centro-settentrionale, dove andrà ad isolarsi il profondo minimo barico che scivolerà fino a 988-986 hpa. Un dato particolarmente profondo che rischia di determinare una fase di marcato maltempo, con venti veramente molto impetuosi e intense mareggiate che potranno cagionare notevoli danni nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione. Già, entro la prossima notte, con l’ulteriore affondo dell’asse di saccatura verso il Mediterraneo centro-occidentale, il “tilting” e l’isolamento del “CUT-OFF”, poco a largo delle coste della Provenza, produrranno una veloce compressione del geopotenziale, con un conseguente rafforzamento del “gradiente barico” e la sensibile intensificazione della ventilazione dai quadranti meridionali, con la tipica componente da S-SE, tra Canale di Sicilia, mar Tirreno e Ionio.
I venti meridionali, da S-SE, andranno progressivamente a divenire sempre più intensi nel corso della mattinata di domani, allorquando il “gradiente barico orizzontale” raggiungerà la sua massima intensità, causa l’isolamento della profonda circolazione depressionaria sulle coste della Provenza, con un minimo barico al suolo pronto ad approfondirsi ulteriormente, per la massiccia discesa di masse d’aria fredde, in direzione della Francia occidentale e della Spagna. In questa fase, la contrapposizione della giovane e profonda circolazione depressionaria mediterranea con il promontorio anticiclonico interciclonico presente sul Mediterraneo centro-orientale, oltre ad approfondire ulteriormente il “gradiente barico orizzontale”, fra Mediterraneo centrale e occidentale, produrrà l’attivazione di forti venti da S-SE, che dalla bassa Tunisia e dalle coste della Tripolitania, risaliranno il Canale di Sicilia e il mar Ionio, per raggiungere le coste della Calabria ionica e la Sicilia, propagandosi in seguito fino al settore orientale del medio-basso Tirreno, con una intensa ventilazione sud-orientale che investirà le coste campane e laziali, con raffiche ad oltre i 60-70 km/h nei punti più esposti. Ma nel pomeriggio, con l’approfondimento dell’area ciclonica, pronta a posizionarsi sul mar Ligure occidentale, con un minimo stimato sui 986 hpa, e il contemporaneo arretramento verso levante del promontorio interciclonico, i forti venti da S-SE e da Sud andranno ad interessare più direttamente l’alto Ionio, il Canale d’Otranto e l’intero bacino adriatico.
Molto probabile insorgeranno burrasche, forza 7-8 sulla scala Beaufort, che dall’alto Ionio si proietteranno sino all’Adriatico centro-meridionale, sferzando con forza le coste del Salento, tra brindisino, leccese e basso tarantino, e quelle della Dalmazia, dove si potranno avere raffiche di picco fino a 80-90 km/h, specie nelle isole croate, antistanti la costa dalmata. Le aree costiere a nord del Canale d’Otranto dovrebbero essere ridossate alla parte più attiva delle burrasche che andranno a canalizzarsi in mare aperto. Sui mari che circondano la Sardegna e la Sicilia, come sul medio-basso Tirreno, dato il graduale spostamento verso levante del profondo ciclone extratropicale, le correnti si disporranno rapidamente da SO, per la propagazione delle forti burrasche da Ovest, che dal mar di Alboran e dal tratto di mare a sud delle Baleari, davanti le coste algerine, si spingeranno, entro la serata di domani, al Canale di Sardegna e basso Tirreno occidentale, con raffiche capaci di toccare i 90-100 km/h in mare aperto. Nella giornata di giovedì 29, il profondo vortice depressionario dal mar Ligure si muoverà gradualmente verso l’arcipelago Toscano, mantenendo un fitto “gradiente barico” sulle regioni meridionali, la Sardegna e il Tirreno.
Questo intenso “gradiente barico” manterrà attiva una intensa ventilazione di libeccio che dal Canale di Sardegna si spingerà fino alle coste dell’alta Calabria, la Campania e il Lazio, con venti da S-SO e SO che potranno superare punte di oltre i 60-70 km/h. Ma i venti più forti, dai quadranti occidentali, sferzeranno il Canale di Sardegna e le coste meridionali dell’omonima isola, dove si potranno registrate, temporanee bufere di vento, con folate molto forti, ad oltre i 100-110 km/h sulle esposte coste del cagliaritano e nell’area di Capo Carbonara. La forte ventilazione messa in moto dal profondo minimo depressionario, stimabile attorno i 990 hpa, si muoverà verso il Tirreno centro-settentrionale, in modo tale da spingere una libecciata coste dell’alta Calabria, la Campania e il Lazio, mentre fra il golfo del Leone, sul mar delle Baleari e mar di Sardegna, cominceranno a traboccare il mistral, con intense burrasche che entro il tardo pomeriggio di giovedì toccheranno le coste occidentali della Sardegna. Solo nella giornata di venerdì 30 si assisterà ad una graduale attenuazione della ventilazione sui mari che circondano la penisola, con una sostenuta componente, tra SO e O-SO sulle regioni più meridionali, mentre su quelle del nord i venti andranno temporaneamente ad intensificarsi, disponendosi principalmente dai quadranti nord-orientali, con intense e fredde raffiche di bora sul golfo di Trieste, che accompagneranno un sostanziale calo dei valori termici.
Mari da agitati a molto agitati: attese insidiose mareggiate sulle coste di Salento, Campania, Lazio e Sardegna occidentale
La rapida intensificazione della ventilazione dai quadranti meridionali provocherà il veloce incremento del moto ondoso dei mari che circondano la nostra penisola. Già dalla mattinata di domani, con l’infittimento del “gradiente barico” sul Mediterraneo centrale, il medio-basso Tirreno, a largo, buona parte dell’alto Ionio e l’Adriatico centro-meridionale, passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5), fino a localmente molto agitati (forza 6) nel corso della serata, con la formazione di onde di “mare vivo” molto ben formate, che potranno raggiungere anche i 3.5-4.0 metri di altezza in mare aperto, specie sul basso Tirreno occidentale e sull’alto Ionio. Tra il pomeriggio e la serata di domani mareggiate di debole e moderata intensità si verificheranno sulle coste della Calabria ionica e soprattutto nel Salento, dove gli intensi venti da S-SE e Sud, che spireranno sullo Ionio, produrranno un “Fetch” sufficiente per sfornare ondate ben formate, alte fino a 3.0-4.0 metri, che s’infrangeranno con grande impeto sui litorali meglio esposti, in particolare sul litorale di Leuca, dove le onde prodotte dallo scirocco e dall’ostro arrivano con un orientazione quasi perpendicolare alla linea di costa.
Ma onde rifratte, alte anche più di 2.5 metri, raggiungeranno le coste della Sicilia ionica, incanalandosi fino all’imboccatura sud dello Stretto di Messina. Tra la serata e la giornata di domani, mentre sullo Ionio e sul medio-basso Adriatico comincia la scaduta del moto ondoso da S-SE, sul medio-basso Tirreno si propagheranno le grandi onde sollevate dai forti venti di libeccio, che dal Canale di Sardegna spireranno in direzione delle coste di Campania e Lazio. L’intenso moto ondoso, ben alimentato sia dalla forte ventilazione sud-occidentale che dal fitto “gradiente barico”, genererà delle mareggiate, di moderata intensità, con onde alte più di 3.0-4.0 metri, che andranno a rompersi lungo i litorali della Campania e del Lazio. Ondate particolarmente alte potranno raggiungere la fascia costiera compresa fra il golfo di Salerno e le coste del basso Lazio, ove la furia dei marosi potrà produrre anche dei danni nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione costiera. Ma importanti mareggiate sono previste pure lungo le coste della Sardegna occidentale, nella seconda parte di giovedì, quando dal Rodano affluiranno i forti venti da O-NO e NO, che renderanno il mar di Sardegna molto agitato (forza 6), con onde alte fino a 4.0-5.0 metri.