Uno sversamento di materiale oleoso si e’ verificato dallo scafo della Costa Concordia. La fuoriuscita si e’ fermata gia’ nella notte di ieri e ora la situazione e’ ”sotto controllo”. Lo comunica dall’Isola del Giglio Maria Sargentini, presidente dell”Osservatorio per la rimozione della Costa Concordia. ”Si e’ fermato gia’ nella notte scorsa – ha detto la Sargentini – lo sversamento di materiale oleoso che si e’ verificato in conseguenza della violenta mareggiata che ha colpito il Giglio il 31 ottobre scorso. La situazione e’ sotto controllo e il materiale che non si e’ espanso, risultando circoscritto all’interno del dispositivo di panne predisposto dalla societa’ consortile Titan-Micoperi, e’ stato recuperato”. Sono stati subito attivati i mezzi per il disinquinamento e sono stati fatti arrivare sull’isola anche mezzi aggiuntivi per accelerare le operazioni, visto che le previsioni meteo davano tempi limitati a disposizione prima della nuova perturbazione, aggiunge Sargentini. ”Inoltre sono stati prelevati campioni del materiale oleoso e sono in corso le analisi, mentre continuano le indagini per verificare lo stato dello scafo e cercare di capire l’origine dello sversamento. E’ intervenuta anche la Guardia Costiera per verificare sia via mare che con mezzi aerei eventuali inquinamenti al di fuori dell’area circoscritta dalle panne: l’esito e’ stato negativo”. Ieri mattina erano state notate alcune iridescenze e chiazze di idrocarburi nella zona di poppa e sono state attivate subito le misure di contenimento con panne e con i mezzi appositamente presenti sull’isola, previste dal piano antinquinamento, e sono stati prelevati campioni per le necessarie analisi. Gia’ dalla mattina dell’1 novembre sono poi in corso indagini per verificare lo stato delle strutture post-mareggiata, da ieri finalizzate anche ad individuare la possibile fonte delle sostanze rilevate in mare. ”La situazione ha dimostrato la capacita’ di resistenza del relitto – conclude Sargentini -, e a fronte di un evento caratterizzato da onde di oltre 4 metri, non si registrano spostamenti di scivolamento, sebbene le strumentazioni abbiano segnalato dei movimenti pari a 3 gradi, probabilmente legati alla deformazione dello scafo”.
