E’ colpa delle Alpi se ci sono le alluvioni…in Toscana!

Forse avete pensato di aver letto male…ma non c’è nulla di fantasioso nel titolo, per quanto apparentemente al di fuori di ogni logica scientifica. Ve lo concedo, è un titolo, con tutti i difetti che può avere, ma vedrete che non è uno scherzo!

Quante volte avete visto un’area di maltempo avvicinarsi da Nord-Ovest e generare una depressione sul Ligure? Tantissime, se seguite le previsioni, e anche se non lo fate, ne avrete subìto le conseguenze…piovose.

Ragioniamo per grandi linee su quali sono le cause principali della formazione di un minimo depressionario sul mar Ligure. Come abbiamo detto,  c’è l’arrivo di una perturbazione o un’area di bassa pressione già formata, carica di vorticità positiva, ossia in cui le particelle d’aria tendono a ruotare in senso antiorario con la quota, cioé in una sezione verticale, determinando la risalita di aria e quindi la formazione di nuvole, quando la temperature diminuisce abbastanza da provocarne la condensazione.  Poiché la vorticità è data anche dall’effetto di rotazione della Terra, e poiché la somma delle vorticità deve essere costante, la discesa di masse d’aria perturbate verso Sud,  in seno magari a vistose ondulazioni del Vortice Polare, tende a portare un approfondimento delle perturbazioni, dato che andando dai Poli all’Equatore diminuisce il contributo della rotazione del Pianeta, deve aumentare quello relativo alla curvatura del flusso d’aria  e allo shear del vento. Questo è il primo motivo per il quale possiamo notare un peggioramento della situazione. Dobbiamo ancora considerare almeno due fattori: il primo è la presenza del mare, che esalta nel momento della condensazione che segue alla divergenza e quindi alla risalita e alla condensazione forzata di masse d’aria dal mare, con la costruzione di imponenti strutture nuvolose, questo specialmente in autunno.

Ma dobbiamo ancora parlare del contributo delle Alpi, che non è meno straordinario. Se immaginiamo l’atmosfera come un liquido (nella pratica la cosa è molto più simile alla realtà, si parla infatti di dinamica dei fluidi, comprendendo nei fluidi l’atmosfera), nel momento in cui giunge contro la barriera montuosa una pertubazione, essa è forzata a deviare verso Sud, aumentando improvvisamente la vorticità, per quanto detto sopra. Non solo, la presenza della catena dà una “ulteriore mescolata” al fluido atmosferico, tendendo a generare un vortice proprio sul Golfo Ligure, vortice che genererà, insieme agli altri contributi, una depressione che, a seconda dei casi, avrà la forza o meno di scorrazzare in lungo e in largo o di fermarsi, magari per una situazione di alta pressione a Est, per lungo tempo nella stessa area, penalizzando in primis la Liguria e l’alta Toscana. Quando si parla informalmente di “mescolata” si può, per capirsi ancora meglio, pensare a un cucchiaio con cui si mescola la minestra. In questo caso però le Alpi sono il cucchiaio,. la minestra è il fluido atmosferico. Il fluido, scorrendo contro le Alpi, si mescola, e si generano dei vortici.

Un altro ruolo delle Alpi nella formazioni di depressioni chiamate sottovento si verifica quando l’aria è impedita nel suo passaggio da qualsiasi parte, non scivola cioé attraverso, per esempio, la valle del Rodano, ma si accumula notevolmente nelle ore precedenti al suo aggirare o valicare le Alpi, sui versanti esteri. Ad un accumulo di pressione da una parte consegue una carenza di densità dall’altra: una depressione, appunto. E il mix per i fortissimi e rafficosi venti del poehn è pronto.