“Adeguare le infrastrutture per la gestione delle acque”, ovvero fognature e sistemi di raccolta dell’acqua piovana, nelle zone ”vulnerabili”, quelle in cui si trovano abitazioni o insediamenti produttivi. E’ questo uno degli elementi del ”piano anti-catastrofi” che il ministro Corrado Clini presentera’ nei prossimi giorni al Cipe. Intervistato dal Messaggero, il titolare del dicastero dell’ Ambiente spiega che ”il piano contempla la revisione degli usi del territorio” e questo significa che ”a fronte di una situazione climatica modificata dobbiamo prevedere che non vengano piu’ autorizzati insediamenti abitativi o produttivi in zone vulnerabili”. Tuttavia, precisa, ove questi siano gia’ presenti, si dovranno approntare ”misure per la loro protezione o per la loro delocalizzazione” oppure si dovranno adeguare le infrastrutture per la gestione delle acque. Dunque si dovranno ampliare le fogne ”o creare dei sistemi di laminazione della piena” per ridurre l’impatto delle grandi piogge. ”Poi bisognera’ fare canali scolmatori piu’ ampi e creare invasi”, ”non necessariamente piu’ dighe. Si puo’ trattare di creare dei bacini o di allargare bacini gia’ esistenti”. Italia e Francia hanno sollevato la possibilita’ di operare a prescindere dal vincolo del patto di stabilita’, aggiunge, ”per alcune tipologie di interventi” come quelli finalizzati alla crescita economica e per il nostro Paese ”la manutenzione e la gestione del territorio sono pezzi importanti della strategia per la crescita”.
Emergenza maltempo: adesso il ministro Clini presenta il piano “anti-catastrofi”
