MeteoWeb»News Meteo»IL METEO NEL MONDO»Il primo “Nor’easter” autunnale porta la neve sul nord-est degli USA; fiocchi su New York e venti a 86 km/h in Massachusetts
Il primo “Nor’easter” autunnale porta la neve sul nord-est degli USA; fiocchi su New York e venti a 86 km/h in Massachusetts
Il primo “Nor’easter” di stagione, oltre alle forti raffiche di vento ad oltre i 70-80 km/h lungo le coste del New England, ha portato con se anche le prime importanti nevicate autunnali sul nord-est degli USA. In molti stati, dalla Pennsylvania al Massachusetts e lo stato di New York, la “dama bianca” si è accompagnata agli intensi venti dai quadranti settentrionali, lasciando le prime imbiancate fino a quote pianeggianti. In realtà, più che nevicate vere e proprie potremo definirle delle spolverate di neve, visto che in gran parte di queste località si sono susseguite continue fioccate di debole o moderata intensità, che hanno depositato un sottile velo bianco al suolo, inferiore ai 5-6 cm nella maggior parte dei casi. Solo occasionalmente, a quote decisamente più elevate, lungo la catena degli Appalachi, fra la Pennsylvania, lo stato di New York, il New Hampshire, il Massachusetts, il più settentrionale Maine, il manto bianco depositato al suolo ha oltrepassato il muro dei 10-12 cm, senza però creare molti disagi, specie nei trasporti stradali fra i singoli stati.
I primi fiocchi autunnali hanno raggiunto persino l’area metropolitana di New York, dove per tutta la giornata di ieri si sono protratte delle precipitazioni inizialmente di sola acqua, poi trasformate in acqua e neve, con fiocchi coreografici, e in seguito in neve vera e propria, ma molto bagnata date le temperature di appena +2° +1°, scese attorno i +0° solo dalla serata successiva. L’acqua mista a neve su New York è stata accompagnata da una sostenuta e fredda ventilazione da NE e N-NE, poi rutata da Nord e N-NO non appena il minimo barico si è spostato a largo di Cape Cod, di fronte le coste del Massachusetts. Solo sull’area continentale della “grande Mela” si sono verificati anche i primi sottili accumuli dalla serata, non appena la temperatura è precipitata sull’orlo dei +0°, con tetti delle case, alberi e macchine in sosta leggermente imbiancate da un sottilissimo velo. Le fioccate, a tratti davvero intense, hanno ridotto sensibilmente la visibilità orizzontale, tanto che sugli aeroporti newyorkesi la visibilità è stata inferiore ai 2.0–1.5 km in alcuni momenti della giornata.
Perturbazioni invernali di questo tipo sono comuni nel mese di Novembre sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti, in particolare nei periodi di massima ingerenza del vortice canadese sul continente nord-americano, quando sulla West Coast o sugli stati centrali impera un promontorio anticiclonico di blocco che agevola la discesa di blocchi di aria molto fredda direttamente dall’Artico canadese verso il nord degli USA e l’area dei Grandi Laghi. In questo caso, l’approfondimento di una circolazione depressionaria poco a largo dell’East Coast, con un minimo barico abbastanza profondo, sceso sotto i 990 hpa (un classico del “Nor’easter”), ha determinato il richiamo di aria decisamente più fredda dallo stato canadese del Quèbec e dall’est dell’Ontario verso gli USA nord-orientali, con l’isoterma di +0° a 850 hpa scivolata fino al North Carolina, mentre le isoterme di -4° -5° hanno abbondantemente varcato il confine canadese fino al Massachusetts e allo stato di New York. Il risucchio, da parte della profonda circolazione depressionaria, delle masse d’aria fredde d’estrazione canadese, ha dato luogo alle tipiche nevicate da “Nor’easter” sulle coste del New England.
Tali di configurazioni, in genere, specie se il minimo barico nei bassi strati si localizza poco a largo delle città di New York e Boston, predispone una intensa ventilazione dai quadranti nord-orientali, con la classica componente da N-NE e NE, che trasporta aria piuttosto umida dalla superficie oceanica verso la fascia costiera. L’aria molto umida oceanica, una volta raggiunte le aree costiere del New England, tende a interagire con le masse d’aria molto più fredde, di origine artica, che dal Canada orientale scivolano in direzione dell’East Coast, umidificandole notevolmente al punto da produrre una estesa nuvolosità bassa (spesso la base delle nubi può essere di soli 300-200 metri sulle coste del Massachusetts, Long Island e New Jersey) che da la stura a persistenti precipitazioni, le quali assumono un prevalente carattere nevoso con la discesa di aria molto fredda dal Canada orientale. Da tali interazioni, fra l’aria umida oceanica e quella fredda canadese, si vengono a creare i presupposti per intense e persistenti nevicate fino alle coste, in grado di lasciare accumuli a dir poco consistenti, anche di oltre i 50-60 cm in pochissime ore. Il “Nor’easter” di ieri, come avevamo già precisato, non è stato intenso, ma lo possiamo catalogare come un evento di debole o moderata intensità, malgrado la presenza di una profonda ciclogenesi a carattere freddo, scesa sotto i 990 hpa. I venti, piuttosto intensi, non hanno neppure oltrepassato la soglia dei 90 km/h, con una massima raffica di soli 86 km/h registrata Nantucket, nel Massachusetts, mentre in altre località del Long Island, New Jersey e stato di New York, le raffiche di picco hanno appena lambito i 70-80 km/h. In più, per fortuna, le mareggiate attivate dall’intensa ventilazione nord-orientale si sono accompagnate a picchi marea molto bassi, data la presenza del quarto di luna. Ciò ha impedito di cagionare ingenti danni sulle aree costiere del New Jersey, già duramente colpite dallo “Storm Surge” prodotto da “Sandy”, che si accompagnò al massimo picco di alta marea mensile. Nei prossimi giorni, con il ritorno dei cieli in larga parte sereni o poco nuvolosi, sarà il freddo a farsi sentire, con diffuse gelate notturne nelle aree innevate di fresco.