La denuncia di Legambiente: “il 50% degli edifici scolastici non possiede la certificazione di agibilità”

”Un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza. Sono infatti ancora troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti. La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la meta’ degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilita’, piu’ del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico”. E’ questa la fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualita’ delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. ”Dati che confermano – si legge in una nota – lo stallo in cui si trova la qualita’ del patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, che fatica a migliorare anche a causa del freno agli investimenti generato dal Patto di Stabilita’. Gli unici passi avanti fatti dalle scuole riguardano la sostenibilita’ e il monitoraggio dell’amianto”. Giunto alla XIII edizione, Ecosistema Scuola e’ stato presentato questa mattina a Torino. Tra i presenti Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente Scuola e Formazione, Daniela Ruffino, responsabile scuola ANCI, Umberto D’Ottavio, rappresentante UPI, Davide Mattiello, presidente Fondazione ”Benvenuti in Italia”, Maria Grazia Esposito, Ance, Alberto Silvestri, sindaco di San Felice sul Panaro, Paolo Mellano, Politecnico di Torino, Gianni Giardiello, direttore Forum regionale per l’educazione e la scuola del Piemonte e Mariagrazia Pellerino, Assessore alle Politiche Educative della Citta’ di Torino. ”Per quanto riguarda la differenza qualitativa del patrimonio edilizio delle diverse aree del Paese, emerge che – spiega Legambiente – il 42,93% delle scuole del Sud e il 47,61% nelle Isole necessitano di interventi di manutenzione urgenti, maggiori di 10 punti pecentuali della media nazionale; mentre le regioni del Nord e del Centro, rispettivamente con il 28,97% e il 24,79%, sono sotto la media nazionale. Una differenza che va letta anche alla luce degli investimenti medi per la manutenzione straordinaria (per singolo edificio): si passa dai 40.958,35 euro al nord ai 29.065,89 euro al sud. Invece per la manutenzione ordinaria nel settentrione si registra una media di investimento di 9.872,15 euro per singolo edificio contro i 4.501,12 euro del sud”. Il dossier di Legambiente sottolinea, inoltre, ”come negli ultimi due anni ci sia stato un calo totale degli investimenti in tutta Italia, con una contrazione in media di 40 milioni di euro per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico. Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna, da sempre fiori all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi hanno registrato una diminuzione del 50% degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria (meno 55%), rivelando delle difficolta’ nel mantenere la qualita’ degli standard di cura degli edifici. Una situazione che peggiora al Sud, dove la media degli investimenti e’ inferiore a quella nazionale, nonostante vi sia una maggiore necessita’ d’interventi di manutenzione straordinaria. Senza contare la fragilita’ del territorio meridionale con il 14,25% delle scuole situate in aree a elevato rischio idrogeologico, il 63,06% in aree a rischio sismico e il 12,36% in aree a rischio vulcanico. Qualche segnale positivo arriva, invece, dal monitoraggio sull’amianto all’interno degli edifici scolastici”. In generale dalla fotografia di Ecosistema Scuola 2012 anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale le citta’ capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto in classifica Trento, seguito da Piacenza (2*), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3*), Prato (4*), Parma (5*), Reggio Emilia (6*), Pordenone (7*), Asti (8*), Terni (10*) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forli’ (9*). Sul fronte delle regioni a guidare la classifica sono l’Emilia Romagna e il Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 citta’ tra le prime dieci, che con il Trentino Alto Adige e la Toscana si distinguono sulla qualita’ dei servizi e dell’edilizia scolastica. Apre invece la graduatoria delle grandi citta’ Torino (11*) seguita da Firenze (17*). Anche quest’anno Napoli (29*) risulta prima tra le grandi citta’ del sud. Invece Lecce (23*) e Benevento (26*) sono le prime citta’ del sud in graduatoria, mentre Cagliari (47*) e’ la prima tra quelle delle isole. Salgono in graduatoria Milano (42*), Bologna (54*), Bari (67*), scende Palermo (87*); mentre e’ fuori dalla classifica Roma, che anche quest’anno presenta dati incompleti. Sul fronte dei servizi, a distinguersi sono invece Ascoli, Campobasso, Frosinone e Lucca per il servizio di scuolabus, Lecco per quello di pedibus che coinvolge quasi la meta’ degli edifici scolastici, Brindisi, Frosinone, Matera e Pisa per i pasti interamente biologici nelle mense scolastiche.