
“E’ necessario ed urgente un programma nazionale per la sicurezza e la manutenzione del territorio, che rappresenta una misura infrastrutturale per la crescita”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Corrado Clini a margine delle notizie sul maltempo che impeversa oggi sull’Italia. Il Ministro ha ricordato che, su proposta del presidente Monti, il Consiglio Europeo del 29 giugno ha richiesto alla Commissione Europea di individuare le azioni possibili per liberare risorse pubbliche destinate alla protezione del territorio, “interpretando” i vincoli del patto di stabilità in modo da favorire investimenti nella prevenzione con effetti positivi sulla crescita superiori ai costi necessari per la riparazione dei danni”. “La risposta della Commissione Europea – sottolinea Clini – è urgente, anche perché il congelamento di risorse pubbliche disponibili per la prevenzione ha effetti economici negativi contrari agli obiettivi stessi del patto di stabilità”. Colpite Genova, nel levante Ligure, la Lunigiana, la Garfagnana e la Versilia, Venezia (dove è attesa un’acqua alta record nelle prossime ore) e le pianure del Veneto: “Ritornano con una frequenza estremamente ravvicinata eventi climatici estremi che confermano un trend ormai più che trentennale . Il territorio del nostro paese, ed in particolare in alcune Regioni, – rileva il Ministro dell’Ambiente – è esposto agli effetti di variazioni climatiche che stressano aree già vulnerabili per le caratteristiche idrogeologiche, o per gli usi intensivi di aree urbanizzate dove sarebbe stato necessario vietare o limitare insediamenti abitativi e produttivi”. Gli eventi, che si ripetono puntualmente nell’autunno e nella primavera, richiedendo interventi straordinari e costi “imprevisti” per tamponare i danni, di gran lunga superiori ai costi della prevenzione. “Mentre la serie storica degli eventi – spiega Clini – avrebbe dovuto orientare da tempo politiche e misure per la protezione delle zone più vulnerabili, anche sulla base dei dati raccolti ed elaborati dal Ministero dell’Ambiente: il 10% della superficie nazionale è ad alta criticità idrogeologica, ed i comuni interessati sono 6.633”. “Purtroppo, quello che è stato programmato ed avviato – prosegue Corrado Clini – è ancora parziale e frammentario”. Gli interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio, identificati congiuntamente con le Regioni procedono con difficoltà e a macchia di leopardo perché le risorse finanziarie che abbiamo messo a disposizione delle Regioni sono gestite attraverso poteri “straordinari” che si sovrappongono a quelli ordinari di governo degli usi del territorio di competenza delle Regioni; perché in ogni caso le risorse finanziarie assegnate sono assoggettate ai vincoli del patto di stabilità, e comunque non sono sufficienti; perché sono ancora scarse le misure incentivanti messe a disposizione delle imprese per investimenti finalizzati alla manutenzione ed alla messa in sicurezza del territorio. Senza considerare che in molti casi gli interventi per la messa in sicurezza del territorio sono sottoposti ad estenuanti procedure autorizzative”. Il ministro Clini ha inoltre sottolineato che è urgente il trasferimento alle Regioni del Centro Nord dei 130 milioni euro stanziati il 26 ottobre scorso per il finanziamento delle misure per la prevenzione del dissesto idrogeologico. E infine il Ministro ha ricordato che il Parlamento ha l’occasione per restituire alle Regioni i pieni poteri in materia di prevenzione, attraverso la soppressione dell’istituto commissariale introdotto da una legge del 2010.