Maltempo: l’allarme-alluvioni si sposta al sud mentre il centro/nord prova a rialzarsi, il punto della situazione

L’allarme pioggia ora si sposta al sud Italia, mentre il governo annuncia l’adozione di misure per fronteggiare le conseguenze del maltempo. “Quel che succede ci allarma”, ma ancora “non ci siamo nella comprensione del problema”, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mostra tutta la sua insoddisfazione per quanto si sta facendo in termini di prevenzione: “Dall’alluvione del ’66 a Firenze troppi piani si sono persi per strada, troppi capitoli si sono aperti e poi chiusi o rinviati”. Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Giampaolo D’Andrea, assicura: “Il governo segue con la massima attenzione l’evoluzione degli eventi e si riserva di attuare le misure necessarie a far fronte alle emergenze, alcune delle quali sono state anche oggetto della notturna in commissione Bilancio sulla legge di stabilita'”.
In serata a Palazzo Chigi si svolgera’, alla presenza del presidente del Consiglio Monti, un incontro per “approfondire le questioni sul tappeto per l’emergenza e la prevenzione”. D’Andrea sottolinea: “E’ evidente che quella della prevenzione e’ la partita piu’ importante ed e’ legata alla strategia di contrasto al dissesto idrogeologico per la quale, probabilmente, non si potra’ intervenire con gli con strumenti ordinari propri dell’emergenza, circoscritti e delimitati. Un preciso itinerario al fine di prevenire i danni, considerato che la prevenzione costa meno anche dal punto di vista finanziario del ristoro dei danni”. Intanto, la Protezione civile segnala che una vasta depressione di matrice nord-africana, spostandosi sull’area ionica determinera’ lo sviluppo di forti temporali che giungeranno a coinvolgere Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, specie sui settori ionici. Sono oltre quattromila le aziende agricole finite sott’acqua, e’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che ha avviato un’azione di solidarieta’ nelle campagne dove il conto dei danni potrebbe arrivare a 150 milioni di euro. Per il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, “ci vorrebbero 40 miliardi in quindici anni. Dobbiamo riattrezzare il territorio, adeguare i sistemi di drenaggio dell’acqua nelle aree urbane, ripensare in parte i sistemi fognari, ridisegnare i letti di fiumi e torrenti che attraversano le aree urbane, come e’ il caso drammatico di Genova, ma anche di Roma”.